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Tellonym, il social che sta spopolando tra i teenager

Tempo di lettura - 4 minuti

Gli adolescenti, dopo aver utilizzato Facebook, Instagram e TikTok, ora si stanno letteralmente spostando su Tellonym, l’app social più scaricata dall’AppStore in Italia nel 2020.

Il suo nome è un gioco di parole tra l’espressione “Tell on him!” (“Diglielo!”) e la parola “anonym” (“anonimo”).

La meccanica di base ricorda quella di app già note come Ask.fm o ThisCrush ovvero permettere lo scambio di commenti anonimi tra gli utenti.

Il tutto con una formula di domanda e risposta.

«Tellonym è un modo semplice per sentirsi più vicini ai propri amici. Per saperne di più su di loro, vedere di cosa stanno parlando e, infine, ascoltare le loro opinioni oneste»

Un social che si è auto-definito il social più onesto della Rete.

I Tells

L’app permette agli utenti di creare un account non-anonimo.

Sugli store online, come quello di Apple, occorre avere almeno 17 anni per scaricarla, ma sul sito dell’app viene indicato che ne bastano 13 se si ha il consenso dei genitori.

Una volta creato l’account, sarà possibile pubblicare sulla propria bacheca una domanda agli altri utenti e quest’ultimi, stavolta in maniera anonima, potranno lasciare le loro risposte, i loro Tells (nome dei messaggi su Tellonym).

Oppure si potrà rivolgere a un utente una domanda alla quale quest’ultimo può rispondere mettendola in bacheca. In modo predefinito solitamente l’utente può inviare questi messaggi mantenendo l’anonimato oppure rivelando la propria identità tramite l’opzione opportuna.

I Tells anonimi non vengono recapitati direttamente ma ogni Tell è recapitato nella casella Inbox del profilo e resta privato fino a che non si da inizio ad una conversazione. Solo da quel momento Tell e risposta saranno visibili a tutti gli altri utenti.

Le domande possono essere di qualsiasi tipo. Solitamente si riferiscono ad aspetti personali magari la personalità o anche aspetti della vita quotidiana come lo stato sentimentale, le amicizie o anche altro.

Domande poste nella speranza di ricevere risposte oneste e sincere.

Il profilo Tellonym

Le pagine profilo sono molto semplici e, a differenza di quanto avviene su Facebook.

Richiedono di inserire ben poche informazioni:

  • un nome che può essere scelto a piacere;
  • una foto profilo;
  • una micro biografia che può essere aggiunta o lasciata in bianco, o magari contenere un link al proprio account Instagram o Facebook.

L’app è spesso utilizzata assieme ai social network classici, e infatti sta spopolando sugli account Instagram e Facebook di milioni di adolescenti, dove i link ai profili personali su Tellonym appaiono normalmente nelle bios dei più giovani.

Lo scopo di Tellonym

A detta degli sviluppatori, l’app nasce con lo scopo di permettere agli utenti di scoprire cosa gli altri utenti pensano di loro, superando le barriere della timidezza e della paura del rifiuto.

tellonym cosa serve

Si rivolge ai più giovani e conta già 16 milioni di utenti nel mondo.

Ciò che attira maggiormente gli utenti della piattaforma è la possibilità di sapere cosa pensano gli altri di loro, attraverso i commenti ricevuti, e capire se nella cerchia dei follower ci sono persone che li apprezzano o li disprezzano.

Quando ricevono un messaggio anonimo, sono ancora più spinti dalla curiosità di capire chi si nasconde dietro quel messaggio e attivano tutta una serie di tecniche per scoprirlo.

Creano delle storie per spronare gli altri ad utilizzare questo canale anonimo, fanno gli screenshot dei messaggi ricevuti e li condividono sui social network per vedere poi chi commenta.

I rischi

Ma come sappiamo, anonimato e onestà senza freni non vanno sempre necessariamente a braccetto.

Potrebbero esserci infatti delle conseguenze, non facili da gestire, per chi potrebbe sentirsi odiato o magari potrebbe ricevere commenti poco gradevoli.

Il fatto che si possa scrivere in forma anonima spesso legittima i ragazzi ad usare un tono decisamente inappropriato, ad essere aggressivi, a rivolgere insulti, prese in giro, commenti negativi, anche di natura sessuale.

Il tutto coprendosi dietro uno schermo, dove ci si sente deresponsabilizzati e forti del fatto che la propria identità sia nascosta.

In passato altri servizi di messaggistica anonima, come Yik Yak e Sarahah, sono stati chiusi proprio a seguito di polemiche su abusi e bullismo.

Gli sviluppatori dell’app Tellonym hanno tenuto a sottolineare il loro impegno nel contrasto al cyberbullismo e all’hate speech.

Hanno infatti messo a punto una serie di strumenti per evitare il diffondersi di pratiche non conformi ai termini dell’app.
Un sistema di filtri automatico che permette di bloccare immediatamente i messaggi ritenuti offensivi o con contenuti non ammessi e la possibilità di segnalare contenuti non appropriati che, dopo opportuna verifica, possono essere cancellati dal team di sviluppo.

Un team di sviluppo composto interamente da giovani poco più che ventenni (praticamente un social network creato da nativi digitali per nativi digitali).

Scoprire gli anonimi

Sfruttando la curiosità o il disagio provato, ci sono soluzioni che promettono di scoprire gli anonimi su Tellonym previa registrazione e/o dietro il pagamento di una certa somma di denaro, che solitamente consiste in pochi euro (come quelle soluzioni che dicono di svelare chi visita il profilo Facebook).

Il consiglio è di starne alla larga.

Non sono funzionanti e costituiscono un serio pericolo per la tua privacy e la tua sicurezza: dal momento che funzionano dietro registrazione, chiedono di fornire i propri dati personali e (proprio perché molti di questi sono a pagamento) persino quelli della propria carta di credito.

Comunicandoli, quindi, potresti subire non solo un furto di dati personali, ma anche di soldi.

Imparare a gestire le critiche distruttive

Vedremo se il giovane team di Tellonym sarà in grado di arginare il problema del cyberbullismo e di proteggere il proprio giovane pubblico dagli abusi.

Nel frattempo, è importante che genitori ed educatori aiutino i ragazzi a capire quando si tratta di critiche distruttive, fatte soltanto con lo scopo di fare del male.

Devono imparare a valutare che a scrivere certe cose sono persone che si coprono dietro un anonimato, per cui devono dargli il giusto peso, senza lasciarsi sopraffare.

Sentendosi anche liberi di cancellare il proprio account da certe piattaforme, se vogliono, senza sentirsi giudicati.

Founder del blog ConsapevolMente Connessi, Ingegnere Informatico appassionata di CyberSecurity approdata da qualche anno al Coaching. Un mix di competenze che sa farmi apprezzare le opportunità offerte dalla trasformazione digitale in cui viviamo, ben consapevole dei rischi insiti in essa. Perché la onlife è come un salto con lo skateboard: potresti cadere, lo sai, ma è altrettanto vero che, con la giusta guida, potresti imparare a chiudere i trick più difficili.

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