• Gli Smombie e gli avvertimenti stradali realizzati per loro
    Educazione Digitale

    Smombies alzate la testa!

    Sono gli smombies, gli smartphone zombies. Per loro hanno inventato una nuova parola, un cartello stradale, pali imbottiti, corsie apposite come quelle ciclabili in cui camminare, semafori a pavimento. E ancora, segnali di allarme costituiti da audio e proiezioni luminose in prossimità di semafori e strisce pedonali, app che gli mostrano un messaggio pop-up che li invita ad alzare la testa e a prestare attenzione all’attraversamento. Gli “smombies”, smartphone zombies, digitatori ambulanti, ignari del mondo che li circonda, destinatari delle maledizioni di automobilisti e ciclisti, pericolosi e vaganti per le strade trafficate, all’ora di punta, in metropolitana, su e giù dagli autobus senza mai guardare la strada, senza accorgersi degli…

  • Binge Watching vere abbuffate di serie televisive e streaming
    Dipendenza da Internet

    Dalle videocassette al binge watching

    In passato erano definite “maratone televisive”. Oggi si chiama binge watching, un composto dall’inglese “binge” (gozzoviglia) e “watching” (visione). Vedere consecutivamente, una dopo l’altra e senza sosta, le puntate di una serie TV o streaming, una vera e propria “abbuffata”, in preda a un attacco bulimico incontrollabile. E proprio perché rispetto a qualche decennio fa è cambiato il modo di fare televisione, è impensabile che non lo sia anche il modo di guardarla. Basti pensare allo scorso dicembre quando, lasciato alle spalle l’entusiasmo per “Il Trono di Spade” (Game of Thrones), Netflix ha rilanciato inarrestabile la sua strategia dell “all you can watch” con la serie fantasy “The Witcher”. L’Internet…

  • Il sovraccarico cognitivo per le troppe informazioni
    Dipendenza da Internet

    Sovraccarico cognitivo: la bulimia dell’informazione

    Il sovraccarico cognitivo, meglio conosciuto come Information overload(ing) o infobesity, si verifica quando si ricevono troppe informazioni per riuscire a prendere una decisione o sceglierne una specifica sulla quale focalizzare l’attenzione. Un’enorme quantità di input, con un tempo rapidissimo per decidere cosa farne. Come scegliere cosa merita spazio, energie mentali e fiducia? Di quali informazioni vanno preservati i contenuti o i riferimenti? Uomini e donne del Terzo Millennio hanno a disposizione solo il proprio giudizio per valutare il vero e il falso, poiché il sapere é progressivamente divenuto, più che un insieme di valori e ideali, una merce disponibile digitalmente, una fonte di profitto e un mezzo di controllo sociale.…

  • Terza giornata dipendenze tecnologiche cyberbullismo
    Dipendenza da Internet,  Dipendenze Tecnologiche,  Genitori Digitali

    Consapevol(e)mente: in un mondo sempre più digitale

    La mia è una formazione accademica fortemente orientata a discipline scientifico-tecnologiche (STEM), ed è grazie alla mia inesauribile curiosità, che ho cercato nel mio percorso di Coaching umanistico integrato di approfondire anche gli aspetti psicologici delle dipendenze da Internet e dalla tecnologia in generale.Proprio in questa mia continua ricerca ho avuto l’opportunità di entrare in contatto con l’Associazione Nazionale Dipendenze Tecnologiche, GAP e Cyberbullismo (Di.Te).Voglio riportare la loro mission, sulla loro home page presente, poiché in queste righe, seppur da un punto di vista diverso, mi sono identificata e mi è stato possibile trovare obiettivi comuni. “Il benessere delle persone è la prima missione di cui ci facciamo carico…avvalendoci di…

  • Tecnoliquidita rappresentata da un uomo solo con lo smartphone al mare
    Dipendenza da Internet,  Dipendenze Tecnologiche

    Tecnoliquidità: società liquida e rivoluzione digitale

    Al fine di meglio comprendere gli internauti, adolescenti o meno, mi sono imbattuta nel libro “Tecnoliquidità. La psicologia ai tempi di Internet: la mente tecnoliquida” di Tonino Cantelmi, psichiatra e psicoterapeuta che per primo ha studiato in Italia la tecnodipendenza e l’impatto della tecnologia digitale sulla mente umana. Un libro del 2013 ma pur sempre recente, di non facile comprensione per chi come me non ha alcuna base di studi di psicologia. Sapientemente sintetizzato nell’opinione del giornalista Aldo Grasso, pubblicata sul Corriere della Sera del 5 gennaio 2012: “Essere continuamente connessi, nuova malattia del nostro tempo“, di cui consiglio la lettura completa. Grasso, in modo semplice e chiaro, descrive la…

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