cyberbullismo
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Spegni il cyberbullismo

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Il cyberbullismo (anche noto come bullismo online) è purtroppo un fenomeno in costante aumento che può portare conseguenze anche gravi per chi lo subisce.

Sia nel bullismo che nel cyberbullismo i comportamenti si sviluppano attraverso una serie di azioni reiterate nel tempo.

Ciò che cambia è il contesto nel quale avviene la molestia: i bulli agiscono nel mondo reale, i cyberbulli agiscono online.

Differenza tra bullismo e cyberbullismo

Il bulllismo si manifesta prevalentemente in ambito scolastico. Consiste in azioni intimidatorie, che talvolta sfociano in vere e proprie violenze fisiche, esercitate da un singolo o da un gruppo di ‘bulli’ ai danni di una vittima. I soggetti coinvolti sono adolescenti e bambini; l’elemento più debole e sensibile rappresenta il bersaglio ideale.

Il cyberbullismo identifica ugualmente una molestia ma con la differenza che essa viene perpetrata attraverso la rete. L’intimidazione infatti può avvenire tramite telefonate, sms, mail, chat, social network, forum online, siti di giochi.
Stalking, ingiurie, minacce, molestie, furto d’identità e diffusione di materiale pedopornografico: alcune delle tante modalità in cui si manifesta, che per più del 70% colpisce le giovani donne.

La definizione di cyberbullismo

Con la Legge 71/2017, “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo” è stata finalmente introdotta una definizione nell’ordinamento giuridico.

«Qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali in danno di minorenni, realizzata per via telematica, nonché la diffusione di contenuti on line aventi ad oggetto anche uno o più componenti della famiglia del minore il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la loro messa in ridicolo»

Legge 71/2017, “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo” – Art. 1- Comma 2

Caratteristiche del cyberbullismo

  • Impatto: la diffusione di materiale tramite internet è incontrollabile e non è possibile prevederne i limiti (video e immagini potrebbero restare online);
  • Anonimità: chi offende online potrebbe tentare di rimanere nascosto dietro un nickname e cercare di non essere identificabile;
  • Confini spaziali inesistenti: il cyberbullismo può avvenire ovunque, invadendo anche gli spazi personali e privando l’individuo dei suoi spazi-rifugio (la vittima può essere raggiungibile anche a casa);
  • Limiti temporali inesistenti: il cyberbullismo può avvenire a ogni ora del giorno e della notte;
  • Mancata empatia: non vedendo le reazioni della sua vittima alle sue aggressioni, il cyberbullo non è mai totalmente consapevole delle conseguenze delle proprie azioni e questo ostacola ancor di più la possibilità per lui di provare empatia, o rimorso a posteriori, per ciò che ha fatto, se non viene aiutato ad esserne consapevole da un amico, da un insegnante o da altri.

Tipologie di cyberbullismo

Nel corso delle analisi e delle ricerche sul cyberbullismo, la direttrice del ‘Center for safe and responsible internet use’, Nancy Willard, ha identificato le seguenti categorie nell’ambito delle quali si inseriscono i diversi comportamenti attraverso i quali vengono attuate minacce e molestie:

  • Flaming: messaggi offensivi e/o volgari inviati solitamente su forum e siti di discussione online;
  • Harassment (molestie): inviare in maniera ossessiva e ripetuta messaggi contenenti insulti;
  • Put-downs (denigrazione): inviare messaggi, tramite sms, mail e post, a più destinatari con l’intento di danneggiare la reputazione della vittima;
  • Masquerade (sostituzione di persona): rubare l’identità della vittima con l’obiettivo di pubblicare a suo nome contenuti volgari;
  • Exposure (rivelazioni): rendere pubbliche le informazioni private della vittima;
  • Trickery (inganno): conquistare la fiducia di una persona per carpire informazioni private e/o imbarazzanti con la finalità di renderle pubbliche;
  • Exclusion (esclusione): escludere deliberatamente una persona da un gruppo online per ferirla;
  • Cyberstalking (cyber-persecuzione): molestare e denigrare ripetutamente per incutere paura e terrore in riferimento all’incolumità fisica;
  • Happy slapping: molestare fisicamente con lo scopo di riprendere l’aggressione e pubblicare il video sul web.

Come difendersi

  • Controlla i contenuti in cui vieni taggato e rimuovi il tag se il contenuto ti infastidisce;
  • Non assecondare atteggiamenti denigratori nei confronti di nessuno: mettere “Mi Piace” o condividere contenuti offensivi non fa altro che “potenziare” il cyberbullo;
  • Riconosci un profilo falso: questo è un passo fondamentale per proteggere te stesso e la tua identità digitale. Un malintenzionato, una volta accettata l’amicizia da un profilo fake, è infatti in grado di rubare molte più foto e informazioni dal tuo profilo;
  • Blocca chi ti infastidisce e/o pubblica contenuti inappropriati;
  • Segnala un contenuto che ti infastidisce;
  • Imposta le giuste impostazioni sulla privacy;
  • Riduci la privacy delle tue foto;
  • Non fornire tuoi dati personali (neanche il tuo numero di telefono) a sconosciuti o a persone che conosci da poco. Presta molta attenzione alle foto che invii. Non inviare foto con nudità. Se dovessi farlo, anche se fortemente sconsigliato, fai in modo di non essere riconoscibile in volto;
  • Chiedi aiuto: segnala sempre qualunque cosa ai tuoi genitori, insegnanti o alla polizia postale. Ricorda che ogni attività virtuale è tracciabile e ci sono professionisti in grado di aiutarti. In ogni caso, per sicurezza, conserva le tracce: copia il link o fai uno screen dei contenuti che costituiscono atti di cyberbullismo. Nel caso tu non sia coinvolto direttamente sarà tuo dovere segnalare il tutto alle autorità competenti. Chi compie atti di bullismo e cyberbullismo infatti può anche essere responsabile di reati penali e danni civili. Così come le responsabilità per tali atti compiuti dal minorenne possono ricadere anche su i genitori, gli insegnanti e la scuola.

Puoi anche chiedere l’aiuto dei Super Errori, simpatici personaggi creati da Generazioni Connesse, il Safer Internet Centre coordinato dal Miur, che con i loro atteggiamenti, decisamente sbagliati, ti aiuteranno a capire come comportarti sul web.

Ed infine ricorda: ciò che è virtuale troppo spesso influenza e condiziona fortemente la vita reale.

Founder del blog ConsapevolMente Connessi, Ingegnere Informatico appassionata di CyberSecurity approdata da qualche anno al Coaching. Un mix di competenze che sa farmi apprezzare le opportunità offerte dalla trasformazione digitale in cui viviamo, ben consapevole dei rischi insiti in essa. Perché la onlife è come un salto con lo skateboard: potresti cadere, lo sai, ma è altrettanto vero che, con la giusta guida, potresti imparare a chiudere i trick più difficili.

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