randonautica
Educazione Digitale,  Genitori Digitali

Randonautica, quando il genio della lampada diventa una app

Tempo di lettura - 4 minuti

Spopola tra i giovani e sta facendo parlare molto di sé la Randonautica Challenge, un’altra sfida lanciata su TikTok.

Tutto ha inizio con una app da scaricare, Randonautica appunto, a cui si lascia il compito di indicarci un punto a caso nei dintorni (detto punto quantico) dove dovremmo trovare qualcosa di curioso, “strano” o, come capitato, di spaventoso.

Archiviato Galindo, per molti è infatti proprio questo lato “creepy” (raccapricciante) a rendere tutto così affascinante (e quindi a decretare la popolarità della app).

Un viaggio casuale che promette avventure mai viste prima, da filmare e condividere sul social network.

La radice “rando“ del nome della app, deriva proprio dal termine inglese “random“, ossia “casuale“.

«Randonautica ti porta in un viaggio di scoperta. Può portare a esperienze significative insieme a un gran divertimento, mentre esplori il mondo attorno a te…
Randonautica utilizza coordinate veramente casuali. È responsabilità dell’utente e totalmente a suo rischio decidere di viaggiare fisicamente verso il punto indicato nel mondo reale»

Randonautica: come funziona

Una volta scaricata la app, tutto ha inizio consentendo l’accesso alla propria posizione, tramite la geolocalizzazione, e indicando il raggio massimo di azione.

randonautica geolocalizzazione

Posizione che viene utilizzata esclusivamente durante l’uso dell’app e, come descritto nei termini di utilizzo, è comunque cancellata dopo 24 ore.

La app, utilizzando un generatore quantistico di numeri casuali creato dall’Australian National University (ANU), interpreta i numeri quantici ottenuti in modo da ottenere delle coordinate spaziali all’interno della zona geografica nella quale si trova l’utente.

Praticamente una “mappa quantistica” del territorio attorno alla posizione indicata.

È proprio la generazione di punti così casuali a portare inevitabilmente in posti in cui normalmente non ci si recherebbe, e dove è più probabile trovare situazioni estranee alla normalità.

Come vengono generate le destinazioni

Questi punti vengono generati sulla base:

  • del tipo di destinazione che si vuole raggiungere;
  • la fonte di entropia;
  • i propri desideri o intenti, materiali o immateriali.

Le destinazioni possibili sono:

  • attractors (attrattore): delle mete d’attrazione che possiedono un’alta concentrazione di punti quantici quindi grande energia (come se si trattasse di forti campi gravitazionali). La logica sottostante farebbe sospettare una maggiore densità di “stranezza” in tali regioni;
  • voids (vuoto): l’opposto del precedente quindi regioni a bassissima densità di punti quantici;
  • anomalies (anomalia): stranezze statistiche che si distaccano da attrattori e vuoti, punti di alta concentrazione estremamente circoscritti che non appartengono alla normale distribuzione statistica di tutte le altre coordinate. Sono meno frequenti rispetto alle tre precedenti categorie ma, a quanto sembra, forniscono il più alto livello di stranezza possibile.

La fonte di entropia può essere la telecamera, un temporale o l’Australian National University (ANU).

Ma sarà l’intento dell’utente a modificare la generazione dei numeri casuali in modo tale da creare coordinate che lo condurranno in punti specifici in linea con tale intento (alcuni esempi possono essere “felicità”, “qualcosa di blu” oppure una persona cara).

La profezia che si auto-avvera, per alcuni, o il bias di conferma, per altri. Sicuramente processi inconsci che portano a voler trovare conferma a quanto si sta cercando.

A questo si aggiunga che già da diversi anni alcuni ricercatori hanno compiuto vari esperimenti con analoghi generatori di numeri casuali notando come la coscienza umana sembri produrre delle deviazioni statisticamente misurabili (non ancora comprovato).

Quello che è certo è che alla fine si diventa i protagonisti di un’avventura nella propria città, rompendo la routine e divertendosi con l’illusione di un viaggio alla scoperta dell’ignoto.

Muovendosi nello spazio reale alla ricerca dei punti indicati dalla app (definito “randonauting”).

Teoria della Deriva e Teoria del Caos

Joshua Lengfelder, co-fondatore della app, in una intervista di Bustle, sito americano di notizie, dichiara che l’app è ispirata alla Teoria della Deriva del sociologo francese Guy Debord e alla Teoria del Caos della fisica matematica. 

La Teoria della Deriva di Debord nasce a metà 900 all’interno della Psicogeografia, la quale afferma che l’ambiente urbano influenza il comportamento dell’individuo. Con la deriva, cioè tramite passeggiate senza meta, dove ci facciamo condurre dai particolari che attirano la nostra attenzione, possiamo sfuggire dal condizionamento dello spazio urbano. 

La Teoria del Caos in breve tenta di spiegare le conseguenze imprevedibili di un’azione che non sappiamo come potrebbe evolvere.

Il girovagare senza una meta per esplorare è la fonte di ispirazione dell’app che cerca di forzare una passeggiata unica, una deriva, tramite la generazione di un punto randomico. 

La Teoria del Caos entra in gioco non appena si apre l’app: da un piccolo cambiamento, come scegliere di fare un’esplorazione di un luogo sconosciuto, si può arrivare a vivere una grande avventura con i propri amici.

La TikTok Challenge

Su TikTok sono apparsi moltissimi video dei “randonauti” (gli esploratori che usano Randonautica) con l’hashtag #randonautica (con più di 200 milioni di views).

Video accompagnati da colonne sonore spettrali e un sacco di cinematografia in stile Blair Witch.

Se nella maggior parte dei casi si arriva in posti normali come giardini o parcheggi, sono le eccezioni e le strane scoperte legate ai vagabondaggi degli utenti a catalizzare l’attenzione mondiale sulla nuova app.

Ecco dunque i video di chi si introduce in proprietà private, ruba oggetti o raggiunge posti pericolosi.

Oppure i casi in cui sono state fatte scoperte un po’ inquietanti. Uno tra tutti, il video di un gruppo di ragazzi che trova una valigia con un corpo morto tagliato a pezzetti al suo interno.

Ed ancora, chi ha trovato la propria tomba, chi è stato coinvolto in sparatorie o aggressioni, chi ha visto un uomo in strada che non viene inquadrato dalla retrocamera dell’automobile, come fosse un fantasma o un vampiro.

Tutti episodi frutto di una brutta fatalità.

Quanta è la suggestione nel creare l’evento pauroso e inquietante? I video e le storie che troviamo online sono veri o sono fake?

Sicuramente entra in gioco lo stesso principio dell’oroscopo o dei biscotti della fortuna: sembra che abbiano ragione perché ci convinciamo che l’abbiano.

Cosa è certo che questa app, in un mix di fisica quantistica e di spiritualità, usa un modo divertente per tira fuori lo spirito curioso ed esplorativo di ognuno di noi.

Consentendoci di scoprire angoli sconosciuti della nostra città o dell’area circostante.

[AGGIORNAMENTO: in questi giorni è segnalato da molti utenti che eseguendo l’app si rimane bloccati su una schermata bianca o su un messaggio di errore di pagina web non trovata e, pur attendendo, nulla cambia. In molti temono che la nuova versione prevederà un pagamento per accedere al gioco. Per il momento dal sito ufficiale indicano che stanno lavorando per tornare presto online]

randonautica offline alert

Founder del blog ConsapevolMente Connessi, Ingegnere Informatico appassionata di CyberSecurity approdata da qualche anno al Coaching. Un mix di competenze che sa farmi apprezzare le opportunità offerte dalla trasformazione digitale in cui viviamo, ben consapevole dei rischi insiti in essa. Perché la onlife è come un salto con lo skateboard: potresti cadere, lo sai, ma è altrettanto vero che, con la giusta guida, potresti imparare a chiudere i trick più difficili.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Il contenuto è protetto