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Parental Control: equilibrio tra controllo e fiducia

Bambino davanti a PC con genitori disattenti che non usano il parental control
Tempo di lettura - 2 minuti

Secondo le statistiche già dai tre anni i bambini sono capaci di accedere a YouTube e selezionare da soli ciò che vogliono vedere in quel momento.

La Rete è innegabilmente un luogo pieno di opportunità: didattica, videogiochi, progetti educativi di comunicazione, creatività ed intrattenimento.

Ma allo stesso tempo è un luogo insidioso e popolato di utenti pronti ad approfittare di ogni minimo errore.

Dotarsi dunque di un sistema di parental control (controllo genitoriale o filtro famiglia) diventa dunque indispensabile.

Che cosa è

In linea generale tale sistema prevede la possibilità di applicare filtri e limitazioni a tutti i dispositivi connessi ad Internet (smartphone, tablet, tv etc) utilizzati dai minori, limitando dunque le risorse a cui si può aver accesso.
Infatti consente di monitorare o bloccare l’accesso a determinate attività da parte del bambino (contenuti non adatti all’età, inappropriati, violenti, pericolosi per la salute, illegali) e anche di impostare il tempo di utilizzo del dispositivo.

Affinché sia efficace occorre muoversi su diversi fronti:

  • Utilizzare appositi browser per bambini che consentono di dichiarare i siti visitabili;
  • limitare le chat dei videogiochi online soprattutto se vocali (come ad esempio quelle disponibili in Fortnite, il gioco più popolare del momento);
  • su YouTube impostare la “modalità di protezione” o utilizzare YouTube Kids;
  • utilizzare il parental control del Play Store di Google dotato di un PIN di sicurezza (Menu > Impostazioni > Controllo genitori) per limitare i contenuti scaricabili e proteggere gli acquisti con autenticazione (voce di Menu Richiedi l’autenticazione per gli acquisti);
  • utilizzare non solo i filtri di protezione disponibili sui dispositivi ma avvalersi anche di specifiche app.

Quali app scegliere

La scelta delle app deve tenere conto di alcune funzionalità utili quali:

  • il blocco di siti e di download che possono mettere a rischio la protezione e la riservatezza dei dati archiviati sul dispositivo;
  • il monitoraggio GPS;
  • semplici dashboard o strumenti di reportistica per monitorare le abitudini di navigazione;
  • sistema di notifica immediata nel caso in cui i nostri figli stiano navigando su certi siti a cui non dovrebbero accedere oppure i messaggi/chiamate, inviati o ricevuti, contengono parole chiave potenzialmente pericolose (es parole che si collegano al bullismo, alla violenza, alla discriminazione).

Tra queste possiamo ricordare:

Ma ricorda, il parental control supporta la presenza di un adulto e non si sostituisce in alcun modo ad esso.

Il nostro compito è dunque non lasciarli soli  davanti allo schermo e aiutarli a diventare dei naviganti consapevoli, senza inutili demonizzazioni. Prevedendo una condivisione di regole che devono essere rispettate da tutti e dei momenti di disconnessione dalla Rete fatti di dialoghi reali, ascolto e sincero confronto.

Qual è piuttosto il giusto equilibrio tra controllo e fiducia, non dimenticando i confini della privacy?

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