favole delegate ad alexa
Educazione Digitale,  Genitori Digitali

Le fiabe della buonanotte delegate alla tecnologia

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Un anno fa aveva fatto discutere uno studio condotto da Charity BookTrust (un’organizzazione inglese di volontariato che promuove la lettura dei bambini) secondo il quale i genitori nel Regno Unito non leggono più le fiabe della buonanotte ai propri figli.

Sempre più genitori, troppo stanchi la sera o con volontà di integrare consapevolmente la tecnologia nella vita quotidiana dei bambini, delegano infatti questo compito alla moderna tecnologia con app e dispositivi elettronici, tra cui Echo e Amazon Alexa oltre al ben noto FaceTime e ai vari Podcast ed audiolibri.

Le evidenze

La ricerca ha preso in esame 1000 genitori con figli al di sotto dei 10 anni.
Di questi il 26% preferisce ricorrere alla tecnologia per far ascoltare ai propri figli una favola della buonanotte prima di andare a dormire.
Il 49% dichiara che vorrebbe leggere le fiabe ai propri figli, ma solo il 28% riesce effettivamente a dedicare del tempo alla lettura delle storie.

Inoltre il 65% ammette di dare ai propri figli smartphone e tablet come supporto alla lettura e il 44% dei bambini presi in considerazione possiede un tablet e uno su 10 (il 12%) ha anche uno smartphone.

«In questa maniera si trasmette ai figli il messaggio ‘i libri non sono importanti per me’. È davvero questo il messaggio che vogliamo passare? Io non credo alla scusa del ‘non ho tempo’. Le vere motivazioni sono semplicemente pigrizia, stanchezza o mancanza di voglia»

Francesca Simon, scrittrice americana per bambini edita in Italia da Salani

Del resto su Internet spopolano le app dedicate alla lettura per bambini.
Tra le Alexa Skill (le app che si possono attivare con la voce) pensate apposta per le mamme infatti le Fiabe di nonno Merlino. E poi ancora il Favoliere Magico, Favola della buonanotte, il Racconta Storie.

Con le Fiabe di nonno Merlino le mamme troveranno un alleato al momento della nanna dei propri bimbi. Sarà sufficiente dire “Alexa, avvia Nonno Merlino” per ascoltare una fiaba”

Da questi dati siamo portati a immaginare un bambino che ascolta una storia in solitudine. Ma fortunatamente è altrettanto vero che in Italia i dati sono più rassicuranti.

Il rapporto dell’Associazione Italiana Editori del 2018 ha mostrato che in Italia il 78% dei genitori legge libri ai propri figli, nonostante una parte di queste persone non si consideri un lettore. Inoltre l’uso di e-book è all’11%, di Audiolibri all’1% e le App rimangono le più alte, ma pur sempre al 17%. La percentuale più significativa resta sempre quella dei libri cartacei e tattili.

La lettura genitore-figlio

Innegabile che la lettura genitore-figlio sia un momento intimo, di piena disponibilità, fondamentale per rinforzare il rapporto e conoscersi reciprocamente.
Un momento non solo di condivisione ma utile anche nel percorso di crescita grazie ad elementi quali l’immaginazione, il linguaggio, la fiducia e la resilienza.
Un momento che potrà diventare un ricordo bellissimo.

papa legge favola bimbo
Foto di Picsea su Unsplash

Indispensabile per la crescita, dal punto di vista pedagogico, psicologico e relazionale del bambino.

Ma stiamo attenti a non incorrere nell’errore di demonizzare la tecnologia a priori e imporre regole anacronistiche che isolerebbero il bambino dalla realtà.

La tecnologia fa parte delle nostre vite, e non è sbagliato ricorrervi per l’educazione dei figli. Bisogna saperla usare in modo corretto e consapevole, ricercando sempre il giusto equilibrio.

Non è un male che sia Alexa a leggere al posto nostro le fiabe ai bambini, del resto quante volte possiamo averlo delegato alla baby sitter.
Sicuramente nel caso di Alexa (o di qualsiasi altra app o assistente vocale), ben lontana dal creare un rapporto umano, è meglio se restiamo al loro fianco ad ascoltarle e commentarle insieme e perché no, cogliere l’occasione per introdurli alla tecnologia.

E tu questa sera cosa farai?

Founder del blog ConsapevolMente Connessi, Ingegnere Informatico appassionata di CyberSecurity approdata da qualche anno al Coaching. Un mix di competenze che sa farmi apprezzare le opportunità offerte dalla trasformazione digitale in cui viviamo, ben consapevole dei rischi insiti in essa. Perché la onlife è come un salto con lo skateboard: potresti cadere, lo sai, ma è altrettanto vero che, con la giusta guida, potresti imparare a chiudere i trick più difficili.

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