Skullbreaker Challenge
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La Skullbreaker Challenge, la nuova sfida social che spopola su TikTok

Tempo di lettura - 2 minuti

Ecco dunque arrivare la Skullbreaker Challenge, ovvero la sfida “rompi cranio”. Ultima sfida social, subito virale, lanciata su TikTok, il social network che spopola tra gli adolescenti (dove ci si potrebbe iscrivere solo a partire dai 13 anni).

Adolescenti alla continua ricerca di soddisfare la fame di provare emozioni forti. Tutto per guadagnare qualche like o visualizzazione online.

Il 2019 è stato caratterizzato da una vera e propria TikTok mania: sono infatti circa sei miliardi i download della app, di cui circa sei milioni e mezzo solo in Italia, e per la quale si registra un tasso di crescita trimestrale di oltre il duecento per cento.

Da molti definito semplicemente un “gioco”, nella realtà un atto di bullismo che potrebbe creare alla vittima danni seri, se non la morte.

Due ragazzi, di comune accordo, invitano un coetaneo a imitare i loro movimenti e a compiere un salto insieme, apparentemente per divertirsi.
Mentre il ragazzo salta, all’oscuro di tutto, i due complici, dai due ai lati, lo colpiranno con un calcetto all’altezza dei polpacci per farlo cadere all’indietro.
Potenziali rischi: gravi traumi cranici, danni cerebrali, danni alla colonna vertebrale.
Potenziale reato: reato di lesioni ai danni di un individuo.

Ma diciamo subito che, contrariamente a un messaggio fake che circolava su WhatsApp, al momento non ci sono morti.

La risposta di TikTok

La sicurezza e il benessere dei nostri utenti sono una priorità assoluta per TikTok. Come è specificato nelle nostre Linee Guida della Community, non consentiamo contenuti che incoraggiano, promuovono o esaltano sfide pericolose che potrebbero causare lesioni. Rimuoviamo questa tipologia di contenuti e incoraggiamo gli utenti a segnalarci contenuti che ritengono possano violare le nostre Linee Guida della Community

Portavoce di TikTok

E se il messaggio di allarme sui rischi privacy insiti nella app urlato da tutto il mondo non rientra ancora tra le priorità dell’azienda, qualcosa invece si è mosso sulle funzionalità di parental control.

Notizia di questi giorni infatti il rilascio del Filtro Famiglia e la Gestione del Tempo nel Feed (per ora nel Regno Unito, il rilascio in Italia è previsto nelle prossime settimane).

Con il Filtro Famiglia sarà possibile associare l’account TikTok di un adulto a quello del minore di cui è responsabile, così l’adulto può esercitare una maggiore azione di controllo attraverso la gestione del tempo (permette di impostare un tempo massimo che il minore può trascorrere ogni giorno sull’app); i messaggi diretti (permette di limitare chi può inviare messaggi all’account associato o di disattivarli del tutto); la modalità limitata (esclude contenuti che potrebbero non essere appropriati per tutti gli spettatori).

Con la Gestione del Tempo nel Feed saranno previste pillole video realizzate in collaborazione con alcuni tra i creator più seguiti e amati, per ricordare agli utenti, direttamente durante la fruizione dei video contenuti su TikTok, di tenere d’occhio il tempo che passano online e di prendersi una pausa dallo schermo.

Come intervenire

Proprio perché è un social network che riguarda i ragazzi molto giovani è bene che genitori e insegnanti vigilino attentamente.

Oltre ai pratici consigli diramati dalla Polizia Postale, ricordiamo che non è sufficiente limitarci ad intervenire solo sui loro smartphone e sui contenuti che passano.
Parliamo con i ragazzi, senza alcun giudizio, affinché non si prestino a queste sfide e, anzi, abbiano il coraggio e la consapevolezza per rifiutarsi o tirarsi indietro nel momento in cui qualcuno volesse coinvolgerli. Aiutiamoli affinché siano consapevoli delle conseguenze che possono accadere.

Founder del blog ConsapevolMente Connessi, Ingegnere Informatico appassionata di CyberSecurity approdata da qualche anno al Coaching. Un mix di competenze che sa farmi apprezzare le opportunità offerte dalla trasformazione digitale in cui viviamo, ben consapevole dei rischi insiti in essa. Perché la onlife è come un salto con lo skateboard: potresti cadere, lo sai, ma è altrettanto vero che, con la giusta guida, potresti imparare a chiudere i trick più difficili.

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