BlackFriday CyberMonday shopping compulsivo
Dipendenza da Internet,  Tutelarsi Online

La febbre del Black Friday: impulso o reale necessità?

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Si chiude oggi, con il Cyber Monday, quella che è diventata la settimana del Black Friday, l’usanza tipicamente americana che era legata al solo giorno di ferie tra la festa del Ringraziamento (che cade sempre di giovedì) e il weekend successivo.
Tradizionalmente la giornata più importante per lo shopping, a volte compulsivo, utilizzata per l’acquisto a tutti i costi visti i forti sconti applicati dai negozi, reali e virtuali, di qualsiasi settore merceologico.

Da anni è largamente diffuso anche in Europa grazie ad Amazon, leader incontrastato delle vendite online, e quest’anno in Italia si é ipotizzato un volume d’affari di circa 2 miliardi di euro, di cui 1.4 miliardi solo per le transazioni online (stime Codacons).

Le immancabili proteste

Ovviamente non sono mancati i movimenti di protesta. Chi ha criticato le condizioni lavorative dei magazzinieri dei siti di e-commerce, specialmente di Amazon, i cui ritmi si intensificano in occasione del Black Friday e delle festività.

Chi il fenomeno dilagante del consumismo caratteristico della post-modernità (“consumare meno per ridurre l’impatto umano sulla Terra”).

Nel tempo quello che era il fenomeno di un giorno si è esteso di fatto ad una intera settimana, in cui si assiste a un vero e proprio stalking del consumatore.

Ognuno di noi è stato letteralmente “bombardato” da una grande quantità di informazioni e stimoli sensoriali su ogni canale di comunicazione disponibile, dalle vetrine alla televisione, ai siti internet, alle mail e ai messaggi istantanei sul cellulare (sms, whatsapp, telegram etc).

In questi ultimi casi sono stati sfruttati i nostri dati personali (numero di telefono e mail), volontariamente forniti da noi all’atto della sottoscrizione delle tessere fedeltà o durante la registrazione a un sito.
Sottoscrizione che prevede la compilazione (reale o virtuale) di informazioni dove spesso, nella seconda parte, viene richiesta l’autorizzazione al trattamento dei dati forniti a fini di marketing, offerte, newsletter.
Quelle opzioni “Acconsento”/”Non acconsento” che spesso non leggiamo (e a volte non compiliamo) e al di sotto delle quali apponiamo la nostra firma o accettiamo per procedere con la registrazione.

La parola ad un esperto

E dunque attirati da forti sconti, magari a portata di un click mentre siamo comodamente seduti sul nostro divano, ci siamo apprestati a comprare in maniera compulsiva e smisurata.

Acquisti dettati più da un impulso che da una reale necessità, a volte tentativo di ridurre sentimenti ed emozioni spiacevoli.

«Gli acquisti online ci stanno abituando ad avere tutto e subito. Ci offrono l’illusione di poter appagare subito il nostro desiderio, senza dover attendere o spostarci dalla nostra casa. Si decide di acquistare un prodotto…Sembra facile, basta accedere al sito del venditore, tramite computer o smartphone, e acquistarlo. Ma in realtà si tratta di un falso mito.

Perché se ci si ragiona sopra, in realtà i tempi “reali” non sono poi così immediati; è necessario attendere i tempi di consegna, ma la tecnologia e l’illusione che ne deriva offusca questo aspetto. La nostra impazienza è stata appagata. Il nostro bisogno di soddisfare immediatamente l’impulso di un acquisto online è solo “mentale”. Nel momento in cui entro su un sito e clicco sul pulsante “Acquista”, io mentalmente quel prodotto l’ho già acquistato. Ho compensato immediatamente questa mia necessità. Ma, in realtà, avendo acquistato un prodotto attraverso uno schermo non si ha avuto la possibilità di visionarlo, quindi c’è la possibilità che, una volta ricevuto, non rispecchi la richiesta iniziale. In questo caso, c’è sempre la possibilità di ricorrere al reso, i tempi si allungano, ma per l’acquirente non importa. L’unica cosa che conta è aver avuto la possibilità di soddisfare quel bisogno in quel preciso momento».

Professor Giuseppe Lavenia, psicologo e psicoterapeuta, Presidente dell’ Associazione Nazionale Dipendenze Tecnologiche, GAP e Cyberbullismo (Di.Te)

Il fenomeno dello shopping compulsivo

Il 6% della popolazione soffre di shopping compulsivo, 7 su 10 sono donne.

Un fenomeno da non sottovalutare che rientra nella categoria dei Disturbi Ossessivo-Compulsivi del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-5). Spesso più sintomo che disturbo.

Oggi, il lunedì immediatamente successivo alla festa del Ringraziamento, si susseguono le offerte last minute esclusivamente per gli acquisti online.
Il Cyber Monday, una mossa ideata per promuovere lo shopping online nel 2005, quando Internet era solo agli esordi della sua crescita.

Proviamo a fermarci un attimo e ascoltiamoci. Cerchiamo di distinguere l’oggetto dal valore che questo avrebbe per noi.

Quell’abito ci rende realmente più magre? Quel gioiello uniche e attraenti? L’ultimo modello costosissimo di smartphone ci può dare quel prestigio sociale che andiamo cercando?

Poi torniamo pure ai nostri acquisti, ma forse nel frattempo saremo riusciti a comprendere qualcosa di più di noi stessi.

Founder del blog ConsapevolMente Connessi, Ingegnere Informatico appassionata di CyberSecurity approdata da qualche anno al Coaching. Un mix di competenze che sa farmi apprezzare le opportunità offerte dalla trasformazione digitale in cui viviamo, ben consapevole dei rischi insiti in essa. Perché la onlife è come un salto con lo skateboard: potresti cadere, lo sai, ma è altrettanto vero che, con la giusta guida, potresti imparare a chiudere i trick più difficili.

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