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Educazione Digitale

Kibi, equilibrio tra indipendenza e cura dell’anziano

Tempo di lettura - 3 minuti

A fronte di un aumento considerevole dell’aspettativa di vita non sempre corrisponde un parallelo aumento della quantità di vita vissuta in salute.

Nella nostra penisola, il 22% della popolazione è costituito dagli over 65 e in base agli ultimi dati Istat ci sono 157,7 anziani ogni 100 giovani.

L’invecchiamento attivo

Proprio per perseguire un invecchiamento attivo e senza disabilità, da anni in ambito europeo si presta particolare attenzione ad iniziative per sviluppare strategie e politiche di sostegno comuni.

«Con invecchiamento attivo si intende il processo di ottimizzazione delle opportunità di salute, partecipazione e sicurezza per migliorare la qualità della vita delle persone che invecchiano»

Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nel 2002

Una politica che ha come obiettivo il mantenimento della dinamicità nei soggetti anziani.

Anziani che sono invitati a svolgere delle attività, lavorare fino a quando possono, fare volontariato, esercizio fisico, prendersi cura di figli e nipoti.

Numerosi studi internazionali infatti testimoniano il legame positivo esistente tra l’invecchiare in maniera attiva e i benefici sulla salute fisica e psicologica, inclusa la percezione di una maggiore qualità e soddisfazione della vita.

Ecco dunque disponibili sul mercato prodotti e servizi che utilizzano tecnologie digitali innovative per supportare le persone anziane a partecipare pienamente alla vita sociale senza rinunciare alla propria indipendenza. Sia che si tratti di casa, lavoro, istruzione o della propria comunità.

Un delicato equilibrio tra cure e garanzie di sicurezza e indipendenza.

Kibi, il dispositivo tech di Teseo

Ad accettare questa sfida Teseo, la start-up e spin-off dell’Università di Genova. La mission è chiara:

  • aiutare gli anziani, con difficoltà cognitive non gravi, a vivere in autonomia nella propria casa o in strutture di assistenza;
  • fornire a chi li assiste (i cosidetti caregiver, familiari o personale specializzato) uno strumento efficace per monitorarli a distanza, senza invaderne dunque la privacy.

Un sistema di Ambient Assisted Living, basato su tecniche di Robotica e Intelligenza Artificiale, in grado di migliorare la qualità di vita degli anziani e di chi li assiste.

«Kibi utilizza i dati di localizzazione e dei movimenti della persona insieme a una serie di algoritmi proprietari di Machine Learning e Intelligenza Artificiale in cloud per rilevare le principali Activities of Daily Living, ossia definizioni standard di attività quotidiane impiegate dai geriatri per determinare il livello di indipendenza di una persona. Invece di un controllo saltuario e soggetto a bias, ora puoi avere accesso a un’analisi quotidiana dei trend per pianificare un’assistenza mirata»

I punti di forza di Kibi

Cerchiamo di riassumere i maggiori punti di forza di Kibi, così come presentati anche sul sito ufficiale:

  • è facile ed economico da installare richiedendo solo una connessione Wi-Fi, uno smartwatch e alcuni sensori ambientali bluetooth, alimentati a batteria fino a 4 anno, da disporre in ogni stanza;
  • rileva le attività quotidiane della persona di cui prendersi cura e ne analizza le abitudini: dal riposo, all’alimentazione e all’igiene personale. Un monitoraggio attento alle sue esigenze e personalizzato sulle sue abitudini, in grado di riconoscere e imparare le abitudini. Svolge anche la funzione del coach non intrusivo, in quanto fa da motivatore per attività fisiche trascurate.
    Ciò consente di riconoscere le cause di un eventuale peggioramento dello stile di vita e delle condizioni di salute. Ma soprattutto di agire prima che insorgano problemi.
    Ad esempio, gli anziani tendenzialmente bevono meno, dal momento che lo stimolo della sete durante l’invecchiamento diminuisce. Il dispositivo è in grado di accorgersi quando la persona sta bevendo meno del solito, riportando il trend su un grafico in cui sono raffigurate le variazioni nel tempo, per rendere accessibili ai caregiver i dati significativi;
  • può riconoscere automaticamente le cadute (ma non prevenirle) e avvisare immediatamente in caso di necessità. Può localizzare gli utenti su cui vigila e fornire statistiche sui loro spostamenti e sulle aree di aggregazione;
  • consente ai caregiver di accedere a tutte le informazioni raccolte sia tramite smartphone, tablet o browser;
  • i dati sono raccolti in forma anonima, senza uso di telecamere e senza alcun tipo di profilazione.

L’invecchiamento attivo e in salute è un obiettivo prioritario per garantire a tutte le età un elevato livello di qualità della vita. Grazie anche alla tecnologia questo è possibile.

Founder del blog ConsapevolMente Connessi, Ingegnere Informatico appassionata di CyberSecurity approdata da qualche anno al Coaching. Un mix di competenze che sa farmi apprezzare le opportunità offerte dalla trasformazione digitale in cui viviamo, ben consapevole dei rischi insiti in essa. Perché la onlife è come un salto con lo skateboard: potresti cadere, lo sai, ma è altrettanto vero che, con la giusta guida, potresti imparare a chiudere i trick più difficili.

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