rubik connected cube
Educazione Digitale,  Tech Confidential

Il cubo di Rubik è ora digitale e connesso

Tempo di lettura - 3 minuti

Il cubo di Rubik è da molti considerato il giocattolo più venduto della storia.
Tutti, almeno una volta nella vita, hanno provato a risolvere questo rompicapo. Ecco perché al giorno d’oggi non poteva mancare il cubo di Rubik digitale e connesso, come il Connected Cube o la sua alternativa GoCube (meno performante e più didattico).

Nonostante il cubo di Rubik abbia raggiunto il picco della sua popolarità all’inizio degli anni ’80, è infatti ancora largamente noto e utilizzato.

Si stima che nel periodo tra il 1980 e il 1983 vennero venduti circa 200 milioni di cubi di Rubik in tutto il mondo e si arrivò a parlare di una vera e propria cubomania. Esiste anche un’organizzazione, chiamata Cubalcolici anonimi, per aiutare le persone che soffrono di dipendenza dal cubo di Rubik.

Lo speedcubing

Se i metodi per risolverlo sono ben noti e documentati, la vera sfida resta quella di risolverlo nel minor tempo possibile.

Si svolgono infatti gare di speedcubing ogni anno e in tutto il mondo e che c’è chi sostiene sia uno sport mentale professionale e competitivo.

Oggi gli speedcuber, i campioni, ci impiegano una manciata di secondi  (la media di chi si avvicina alle gare è di 8-15 secondi).

Su Netflix è disponibile in streaming un documentario, The Speed ​​Cubers, sulle vite dei campioni di speedcubing Max Park e Feliks Zemdegs.
Max è affetto da disturbi dello spettro autistico e la sua famiglia ha usato lo speedcubing come terapia per le sue capacità relazionali e il suo sviluppo emotivo. Non avrebbero mai immaginato che il maggiore rivale di Max nello speedcubing sarebbe diventato il suo più grande alleato nella lotta contro l’autismo.

L’attuale record del mondo appartiene al cinese Du Yusheng che ha fermato il cronometro ad appena 3,47 secondi al torneo Wuhu Open 2018.

Nel caso di utilizzo dell’Intelligenza Artificiale è doveroso ricordare l’Università della California che ha stabilito una media di circa 1,2 secondi e appena 20 mosse.

I robot per risolvere il cubo di Rubik

Come non ricordare poi i robot istruiti per risolverlo:

  • MagikCube, il cubo di Rubik in grado di risolversi da solo, per via informatica, usando 6 motori contenuti al suo interno, una batteria e un micro-controllore (una sorta di “cervello” elettronico). Già in passato questo è stato possibile avvalendosi di motori esterni e ingombranti. Realizzato dagli studenti dell’IIS Marconi Pieralisi di Jesi e presentato alla fiera Maker Faire Rome 2019, il più grande evento sull’innovazione in ambito tecnologico. Il cubo fa uso di un software per essere risolto e, dopo aver calcolato la sequenza necessaria, aziona i motori facendo ruotare le diverse facce.
magikcube
  • Dactyl, una mano robotica, sviluppata dall’organizzazione non profit americana per la ricerca sull’intelligenza artificiale OpenAI, in grado di manipolare il cubo con notevole destrezza, grazie a un algoritmo di apprendimento.
  • Ballcuber, il robot completamente stampato in 3D capace di risolvere un cubo di Rubik 4x4x4 in circa tre minuti e venti secondi.

Le sfide virtuali di speedcubing

Anche le sfide si sono spostate nel virtuale, dove gli speedcuber connessi da remoto si sfidano, ciascuno avvalendosi di un cubo di Rubik digitale e connesso come il Connected Cube o la sua alternativa GoCube.

Una volta fatto il pairing con lo smartphone, il cubo virtuale prende forma sullo schermo, come fosse un avatar sullo smartphone, e si sincronizza con quello che abbiamo tra le mani. Tutti i movimenti che faremo saranno replicati sul telefono, come se fosse un joystick di se stesso.

Un software potrà altresì condurci passo passo verso la soluzione.

Soluzioni che si affidano alla stessa piattaforma ed entrambi collegabili alla Rubik’s Arena, l’enorme community di 47.000 giocatori che annoverano appassionati amatoriali e campioni rinomati.

Il Connected Cube è stato reso disponibile sul mercato lo scorso 18 agosto e si connette via bluetooth allo smartphone (a sua volta agganciato alla Rete).

Il suo debutto è avvenuto in occasione della Red Bull Rubik’s World Cup 2020, la coppa del mondo centrata sul cubo di Rubik e sponsorizzata da Red Bull. Evento completamente virtuale, che ha avuto inizio con le qualificazioni del 15 agosto e si concluderà con la finale mondiale del prossimo 7 novembre.

«Il nuovo cubo connesso digitale apre una nuova dimensione alla risoluzione dei cubi ed è il passo successivo naturale nell’evoluzione di Rubik, mentre celebriamo il nostro 40esimo anniversario. Una volta imparato come risolvere il cubo, con l’edizione digitale si possono utilizzare statistiche e analisi per migliorare la velocità e monitorare prestazioni e progressi. L’elemento davvero entusiasmante è che questo Connected Cube incoraggerà i cuber a interagire con altri appassionati da tutto il mondo, a partire dalla prima gara di speedcubing digitale in assoluto, sotto forma della Red Bull Rubik’s Cube World Cup. Il tutto sollecitando il cervello, perché sfideremo anche a migliorare l’attitudine in scienza, tecnologia, ingegneria e matematica»

Christoph Bettin, CEO del brand Rubik

Ecco dunque che grazie a servizi online, video tutorial che si trovano su Internet e le app per smartphone risolvere il cubo di Rubik non è mai stato così facile.

Founder del blog ConsapevolMente Connessi, Ingegnere Informatico appassionata di CyberSecurity approdata da qualche anno al Coaching. Un mix di competenze che sa farmi apprezzare le opportunità offerte dalla trasformazione digitale in cui viviamo, ben consapevole dei rischi insiti in essa. Perché la onlife è come un salto con lo skateboard: potresti cadere, lo sai, ma è altrettanto vero che, con la giusta guida, potresti imparare a chiudere i trick più difficili.

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