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Hunova, la robotica riabilitativa che prevede e previene le cadute degli anziani

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La riabilitazione tecnologicamente assistita con i robot guadagna sempre più consensi in ambito clinico. Dimostrandosi per alcuni aspetti più efficace della riabilitazione convenzionale e permettendo al paziente di raggiungere più velocemente gli obiettivi di recupero motorio.

Si pensi a quante sono le patologie che hanno un impatto sull’equilibrio, sulla deambulazione, sull’uso degli arti superiori, sulla coordinazione. Dal Parkinson alla sclerosi multipla, all’ictus solo per citarne alcuni.

Il robot Hunova

Il robot Hunova, prodotto dalla start-up genovese Movendo Technology, non si limita a facilitare il percorso riabilitativo.

È il primo robot riabilitativo che consente anche di misurare, predire e prevenire molte patologie di carattere ortopedico e neurologico, con benefici importanti anche in campo geriatrico e sportivo.

Composto da una piattaforma su cui è posizionata una seduta mobile (garantendo due gradi di libertà, una a livello dei piedi ed una a livello della seduta), con di fronte un corrimano e uno schermo touch screen.

hunova movendo technology

L’equilibrio del paziente potrà essere valutato in condizione statica, dinamica o perturbante (es simulando una frenata o una curva mentre si è su un autobus)

Visita con Hunova

Durante la visita con Hunova il dottore-robot interagisce con il paziente monitorando 130 parametri biomeccanici e neurologici e acquisendo 19mila dati.

Il paziente dovrà solo indossare una cintura, equipaggiata con sensori, intorno al torace rendendo possibile il controllo della posizione esatta.

Sarà il medico o il fisioterapista a dare inizio al test (con un tablet o dal touchscreen) una volta scelto il distretto corporeo e l’esercizio da effettuare.

Esercizi che simulano le attività quotidiane e proposti come fossero veri e propri videogames, che potranno essere svolti in piedi sulla pedana o seduti. Esperienze ludico-interattive che possono anche aiutare i pazienti nella loro ripresa post-traumatica.

Da precisare che, durante queste sessioni, è sempre medico o il il fisioterapista ad avere il controllo completo sull’esercizio, verificando che tutto si stia svolgendo correttamente. Il robot non si sostituirà mai ad essi.

L’intelligenza artificiale entra in gioco

I parametri biomeccanici e neurologici raccolti durante gli esercizi sono elaborati dal Silver Index, un algoritmo di intelligenza artificiale sviluppato con il robot.

Silver Index è in grado di predire specifici rischi di infortunio dell’apparato muscolo-scheletrico (come ad esempio se un anziano è a rischio cadute), e di prescrivere un piano di allenamento o riabilitazione personalizzato per prevenirlo.

Un piano che potrà basarsi su 200 esercizi e 30 protocolli riabilitativi.

Usando un termine coniato dallo staff di Movendo sarà dunque possibile la“precisionalizzazione”: la combinazione della precisione della misura unita alla personalizzazione dei trattamenti.

«Vorremmo che questa nuova visione della fisioterapia basata sui big data in futuro si estendesse anche a palestre e aziende. Vediamo applicazioni promettenti anche in ambito assicurativo dove già oggi collaboriamo con Generali. Monitorando i parametri vitali attraverso la nostra tecnologie o tecnologie simili, l’assicuratore potrebbe in un futuro non lontano diventare un “coach di vita”: un consulente che aiuta ad aumentare la qualità e la durata della nostra vita»

Simone Ungaro, co-fondatore e CEO di Movendo Technology

Le cadute degli anziani

Secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità, oggi nel mondo sono 37milioni le persone che richiedono attenzioni mediche a seguito di cadute.

Le popolazione più colpita è quella degli anziani con più di 65 anni: per loro, le cadute sono la seconda causa di mortalità (dopo l’incidente stradale) e la prima per invalidità e disabilità dovute a una mobilità compromessa.
Un evento difficilmente predittivo con i metodi tradizionali.

Alcuni dati utili sono emersi da un recente studio, realizzato con Hunova presso gli Ospedali Galliera di Genova, su cento pazienti over 65 seguiti per un anno.

Obiettivo dello studio prevedere e prevenire le cadute delle persone.

Su questi pazienti si è effettuato un controllo diagnostico tradizionale e, in seguito, questo è stato integrato con le analisi derivate dall’uso del robot.

La capacità di previsione nell’uso congiunto di strumenti classici e tecnologici è stata dell’81%, mentre il solo metodo classico ha effettuato una previsione corretta nel 67% dei casi.

Inoltre i parametri di attenzione sono risultati essere:

  • l’età (l’aumento del rischio è proporzionale all’invecchiamento);
  • la storia di precedenti cadute nell’anno precedente;
  • la gate speed, ossia la velocità del cammino in un percorso ridotto di 5-6 metri. Se inferiore a 0.9 metri al secondo, c’è un maggior pericolo.

Credo che la riabilitazione robotica sarà sempre più utilizzata in futuro. Forse un possibile limite potrebbe venire dai costi di questi macchinari.

Founder del blog ConsapevolMente Connessi, Ingegnere Informatico appassionata di CyberSecurity approdata da qualche anno al Coaching. Un mix di competenze che sa farmi apprezzare le opportunità offerte dalla trasformazione digitale in cui viviamo, ben consapevole dei rischi insiti in essa. Perché la onlife è come un salto con lo skateboard: potresti cadere, lo sai, ma è altrettanto vero che, con la giusta guida, potresti imparare a chiudere i trick più difficili.

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