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Educazione Digitale,  Tech Confidential

Hai già usato Google Lens?

Tempo di lettura - 2 minuti

Sei in una città per la prima volta e, dopo una giornata trascorsa a correre per vedere il numero maggiore di attrazioni turistiche, decidi di prendere un aperitivo nella piazza del Duomo ed osservare la città al finire del giorno.

Il Duomo bello e maestoso si staglia di fronte a te. Ti fai servire un buonissimo vino locale e una musica in sottofondo culla i tuoi pensieri.

Non hai ancora avuto il tempo di consultare la guida turistica per decidere se visitare o meno anche gli interni del Duomo, e in quali orari.

I pensieri corrono liberi e nella calma della sera ti domandi quale sia la canzone che stai ascoltando o come sarà la cantina in cui quel vino viene prodotto (oppure dove ne potresti acquistarne una bottiglia da portare agli amici).

Puoi iniziare a far correre la fantasia, oppure scegliere di prendere il tuo smartphone.

Shazzami la canzone ed ecco che l’autore e il titolo di quanto stai sentendo è disponibile sullo schermo.

Punti la fotocamera sull’etichetta del vino e poi sul Duomo e Google Lens ti fornirà tutte le informazioni correlate.

Cosa è Google Lens

Google Lens, il servizio di analisi visiva, supportato ovviamente dall’intelligenza artificiale, è in grado di ricavare tutte le informazioni che desideri dall’ambiente circostante. Ma non solo.

È in grado di:

  • riconoscere e identificare gli oggetti;
  • scansionare e tradurre dei testi (consentendone anche la digitazione del testo e il suo utilizzo all’interno di un documento);
  • trovare sul web i prodotti che inquadri in un’eventuale ottica d’acquisto.

ed è disponibile:

  • sotto forma di app (disponibile come app per Android oppure all’interno della app Google per iPhone);
  • su Google Foto (la sua icona che compare aprendo un’immagine nella barra inferiore);
  • su Google Assistant (il simbolo siede alla sinistra del pulsante del microfono);
  • a seconda dei produttori, anche nell’app fotocamera dello smartphone.

Queste ultime due opzioni sono disponibili per Android ma non per iPhone/iPad.

Ove il sistema non riuscisse a riconosce di cosa si tratta ti mostrerà qualcos’altro di attinente.
Scorrendo verso il basso sono presenti varie informazioni aggiuntive con i risultati correlati, le immagini simili, opzioni di ricerca e condivisione e uno strumento per ritagliare l’immagine e aiutare Google Lens a decifrare l’oggetto interessato.

Nel caso del tuo buon vino, non solo avrai informazioni pertinenti il prodotto ma saprai anche dove acquistarlo (e qual è il prezzo sul web).

Allo stesso modo, quando punterai la fotocamera dello smartphone sull’etichetta Wi-Fi del locale contenente il nome di rete e la password, questo si collegherà automaticamente alla sorgente Wi-Fi scansionata. Manlevandoti dal dover inserire quelle password sempre più lunghe e complicate.

Se poi la ragazza del tavolo a fianco al tuo indossa un bellissimo paio di scarpe, la sola cosa difficile sarà cercare di inquadrarle in modo discreto e senza farti vedere.

Immagina ora se Google Lens attivasse anche il riconoscimento facciale e fosse in grado di dirti nome e cognome della persona che inquadrerai. Chissà cosa potrebbe succedere.

Founder del blog ConsapevolMente Connessi, Ingegnere Informatico appassionata di CyberSecurity approdata da qualche anno al Coaching. Un mix di competenze che sa farmi apprezzare le opportunità offerte dalla trasformazione digitale in cui viviamo, ben consapevole dei rischi insiti in essa. Perché la onlife è come un salto con lo skateboard: potresti cadere, lo sai, ma è altrettanto vero che, con la giusta guida, potresti imparare a chiudere i trick più difficili.

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