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Giochiamo insieme al coding?

Tempo di lettura - 4 minuti

La scuola e l’apprendimento, per quelli appartenenti alla mia generazione, si fondavano su lunghe, e spesso noiose, lezioni teoriche.

Un processo che nel tempo è stato, fortunatamente, abbandonato per sostituirlo con il ben più utile gioco, nel momento stesso in cui si è dimostrato che attraverso un contesto di gioco s’impara la logica, appropriandosi del pensiero computazionale.

Il pensiero computazionale

Per pensiero computazionale si intende un processo mentale che consente di risolvere problemi di varia natura seguendo metodi e strumenti specifici pianificando una strategia. È un processo logico creativo che, più o meno consapevolmente, viene messo in atto nella vita quotidiana per affrontare e risolvere problemi. L’educazione ad agire consapevolmente tale strategia consente di apprendere ad affrontare le situazioni in modo analitico, scomponendole nei vari aspetti che le caratterizzano e pianificando per ognuno le soluzioni più idonee.

Sostanzialmente, si tratta di un’educazione al pensiero logico e analitico diretto alla soluzione di problemi. Impiegandolo in contesti di gioco educativo (es. la robotica), dispiega al meglio le proprie potenzialità, perché l’alunno ne constata immediatamente le molteplici e concrete applicazioni.

Ciò contribuisce alla costruzione delle competenze matematiche, scientifiche e tecnologiche, ma anche allo spirito di iniziativa, nonché all’affinamento delle competenze linguistiche. Nei contesti attuali, in cui la tecnologia dell’informazione è così pervasiva, la padronanza del coding e del pensiero computazionale possono aiutare le persone a governare le macchine e a comprenderne meglio il funzionamento, senza esserne invece dominati e asserviti in modo acritico.”

“Indicazioni nazionali e nuovi scenari” – documento del 22/02/2018 a cura del Comitato Scientifico Nazionale (CSN)

Da dove nasce

Il termine è stato portato all’attenzione della comunità scientifica, nonostante già negli anni ’80 si parlasse di “computational thinking”, in un articolo del 2006 della scienziata informatica Jeannette Wing.

La Wing lo definiva come “processo mentale che sta alla base della formulazione dei problemi e delle loro soluzioni, così che le soluzioni siano rappresentate in una forma che possa essere implementata in maniera efficace da un elaboratore di informazioni, sia esso umano o artificiale”, suggerendo di vederlo come quarta abilità di base (insieme a leggere, scrivere e calcolare), indispensabile per tutti, nella vita di tutti i giorni.

problem solving

Il coding

Impossibile dunque parlare di pensiero computazionale senza nominare il coding.

Il coding, ovvero la programmazione, è lo scrivere righe di codice contenenti le istruzioni da fornire a un computer o un qualsiasi oggetto programmabile.

È la nuova strategia didattica ormai diffusa anche nelle scuole italiane.

Una formazione su tematiche quali il pensiero computazionale, la creatività digitale e la cittadinanza digitale.
Dove il valore aggiunto consiste nel metodo che queste nuove discipline consentono di acquisire, metodo volto a stimolare e rafforzare la capacità di pensiero, di analisi e di risoluzione dei problemi.

Scratch

E chi fa coding non può prescindere da Scratch, l’ambiente di sviluppo utile per esercitarsi nella programmazione creativa, garantendo anche e soprattutto la libera espressione dei più piccoli.

Con Scratch è possibile creare le proprie storie interattive, animazioni e giochi, quasi senza rendersi conto che in questo modo si fa uso di algebra e di algoritmi.
E può essere usato da bambine e bambine a partire dai 4 anni, con la sua versione junior (in modalità app), sino all’adolescenza.

scratch junior app

Sostanzialmente è possibile:

  • Creare un personaggio che compie azioni in un ambiente fantastico da loro progettato (creatività);
  • Programmare e nel contempo risolvere eventuali errori nella progettazione del blocco (problem solving);
  • Considerare i possibili movimenti conseguenti a un comando (pensiero critico);
  • Scegliere quelli giusti per raggiungere un obiettivo e/o superare una sfida (decision making).

I benefici

In modo completamente gratuito, accessibile da qualsiasi browser, open source, permettendo condivisione e remix, ossia il riuso del codice sorgente realizzato da qualcun altro.

Imparare giocando e condividendo quanto realizzato in una comunità attiva.

Si utilizza un linguaggio di programmazione di tipo grafico e visuale, a blocchi, come i blocchetti delle costruzioni Lego, creati o condivisi da altri, il tutto in modo creativo. Per creare un programma, infatti, basterà trascinare dei blocchi di codice, preimpostati e contraddistinti dai diversi colori, all’interno dell’area di coding.

“Incastrarli” insieme seguendo un ordine logico, in modo da far muovere dei personaggi, farli interagire, animare una storia, creare un game, o qualsiasi altra animazione.

In questo modo i bambini non subiscono i contenuti in rete, bensí li creano, li condividono.
Seguiti da insegnanti o genitori imparano le regole del gioco, diventano più forti, e in grado di riconoscere i pericoli che ci sono in rete.

Pericoli quali il cyber-bullismo. In Scratch infatti sono molte le animazioni create con questo tema, dove il bullo viene addomesticato attraverso la fantasia.

Sperimentare attraverso il gioco

Siamo dunque di fronte a una nuova forma di alfabetizzazione e di espressione di sé , basata sulle 4 P: Projects, Peers, Passion, Play.

  • Project/Progettare: avere l’opportunità di lavorare su progetti significativi;
  • Peers/Condividere tra pari: incoraggiare la collaborazione e la condivisione, imparando a costruire qualcosa partendo dal lavoro di qualcun altro;
  • Passion/Appassionarsi: permettere ai bambini di lavorare su progetti in linea con i loro interessi;
  • Play/Giocare: sperimentare attraverso il gioco . Provare nuove cose, prendersi dei rischi, testare i limiti, imparare dagli errori.

Quando si diventa fluenti a leggere e scrivere non lo si fa solamente per diventare uno scrittore di professione. Ma imparare a leggere e scrivere è utile a tutti. Ed è la stessa cosa per la programmazione. La maggior parte delle persone non diventerà un esperto di informatica o un programmatore, ma l’abilità di pensare in modo creativo, pensare schematicamente, lavorare collaborando con gli altri […] sono cose che le persone possono usare, indipendentemente dal lavoro che fanno.

Mitchel Resnick – sviluppatore di Scratch

Tante le iniziative gratuite, soprattutto in questi giorni, per introdurre il creative learning e il coding applicate alla didattica.

E non solo utilizzando strumenti informatici, ma ad esempio anche carta e matite colorate oppure giochi da tavola e giochi di ruolo (nel caso si parla di coding unplugged).

Sapremo educare i nostri ragazzi ad essere “creatori” e cittadini “attivi” di una società sempre più tecnologica e non semplici “consumatori” di un’economia digitale? Perché anziché il solito videogame oggi non provi a creare insieme al tuo bimbo?

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