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Educazione Digitale,  Film da vedere

The Circle, tra distopia e realtà

Tempo di lettura - 3 minuti

Il film The Circle è un distopico thriller moderno, tra fantascienza e realtà, ambientato in un mondo dominato da un unico totalizzante social media.

Adattamento cinematografico del romanzo Il cerchio scritto da Dave Eggers e pubblicato nel 2013. Un romanzo che, se in quegli anni era stato considerato di fantascienza, ora si può tranquillamente dire che la realtà ha superato la fantasia.

La trama

The Circle é il nome di una importante società tecnologica, proprietaria di un social network e di avveniristiche tecnologie, per cui va a a lavorare la giovanissima Mae Holland interpretata da Emma Watson.
Appena fa il suo ingresso in azienda Mae è incoraggiata a rinunciare alla privacy dal Fondatore della società, Eamon, che ha il volto di Hanks. L’obiettivo della società è portare le persone a vivere la vita in un regime di trasparenza assoluta.

Un solo account, una sola password, tutta la vita online racchiusa in un unico profilo.

«Senza segreti, con l’accesso a tutte le informazioni personali, potremo esprimere al massimo il nostro potenziale. Potremo vedere ogni cosa.
I segreti sono bugie, condividere è prendersi cura, la privacy è un furto»

L’azienda è costruita come un magnifico campus con luoghi di svago, dormitori, palestre e dove si organizzano attività di gruppo, feste e serate per i dipendenti, tutto in nome della collettività e della condivisione.

Il lavoro di Mae viene monitorato costantemente dai superiori e dai clienti, che le forniscono un feedback a ogni chiamata.
Dopo un week end passato con i genitori e al lago sul proprio kayak in perfetta solitudine, viene redarguita per non aver aggiornato il proprio account social e per non aver condiviso le sue esperienze con nessuno.
Dare uno smile (mettere un like) e “zingarare” (twittare) diventa un obbligo.

the circle film frase

Ogni venerdì Bailey, uno dei due soci fondatori di The Circle, interpretato da Boyega, tiene una conferenza per tutti i dipendenti dove mostra i nuovi progetti e tecnologie dell’azienda.

Il progetto Circle Video Delivery

Uno di questi è il Circle Video Delivery, mostrato come un passo fondamentale per il futuro dell’umanità. Una telecamera grossa come una noce, e quindi facilmente mimetizzabile, ad altissima definizione che invia immediatamente le immagini registrate a tutto il mondo. Più la gente è in grado di osservare il mondo più aumenta la conoscenza. Cancellando qualsiasi sopruso da parte di tiranni e potendo fornire a chi non può muoversi da casa la visione del mondo intero. Senza farsi alcuno scrupolo sulla privacy.

Si è al sicuro se tutti hanno la possibilità di guardare.

Mae accetta di portare una telecamera addosso, con la quale può comunicare con migliaia di follower sparsi per tutto il globo e condividendo ogni istante della sua giornata.

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Il progetto Soul Search


Questa iniziativa la mette in luce verso i due soci che chiedono a Mae ad una conferenza di presentare un nuovo progetto di The Circle: Soul Search, un programma con cui scrivere il nome di qualcuno, che viene così comunicato a tutti gli iscritti sparsi per il globo. Che hanno così la possibilità di intercettare quella persona e filmarla.
Ma se è utile quando il nome inserito è quello di un’assassina ricercata da mesi, diverso se è quello del tuo migliore amico Mercer, quasi refrattario alla tecnologia.

L’esperimento si conclude tragicamente e Mae si concede un periodo di distacco dalla tecnologia. Quella tecnologia che di per sé ha delle ottime potenzialità finora sfruttate male.

Da qui le sue decisioni e azioni saranno determinanti per il futuro dell’intera umanità. Cosa deciderà di fare? Tornerà a quella prigione dorata o deciderà di tornare alla sua vita semplice e stare lontana dalla tecnologia?

«Sfiora temi di grande attualità, come le incognite della democrazia diretta, la persistenza di una stanza dei bottoni al di sopra di ogni ideale di condivisione totale e la possibilità (o la certezza?) che qualcuno utilizzi tutte le informazioni fornite, per lo più su base volontaria, dagli utenti per scopi non esattamente “trasparenti”»

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I riferimenti alle Big

I riferimenti Google, Facebook e Apple sono chiari. A partire dalla forma della sede, che riprende la struttura circolare dell’Apple Park a Cupertino.

apple park

Soprattutto in questi giorni in cui sono stati divulgati i nuovi dati relativi al primo trimestre 2020 dell’ecosistema Facebook (che comprende anche Messenger, WhatsApp e Instagram).

3 miliardi di utenti attivi mensilmente, con una crescita che non si vedeva dal 2011.

Cosa accadrebbe se chi detiene le informazioni (Google o Apple, Microsoft, Facebook o Twitter) decidesse di punto in bianco di utilizzare i nostri dati?

«È un thriller con elementi horror perché le dipendenze di Mae dai social, sono le stesse che provo io nei confronti dei miei gadget tecnologici. Eppure a me piace avere diritto alla privacy, apprezzo il fatto di poter scegliere cosa condividere con il mondo. Ma nell’evoluzione tecnologica, c’è un prezzo che dobbiamo pagare»

James Ponsoldt, regista

Genere: Thriller
Durata: 110 min
Anno: 2017
Paese: USA
Regista: James Ponsoldt
Cast: Emma Watson, Tom Hanks, John Boyega, Karen Gillan, Ellar Coltrane, Patton Oswalt

Founder del blog ConsapevolMente Connessi, Ingegnere Informatico appassionata di CyberSecurity approdata da qualche anno al Coaching. Un mix di competenze che sa farmi apprezzare le opportunità offerte dalla trasformazione digitale in cui viviamo, ben consapevole dei rischi insiti in essa. Perché la onlife è come un salto con lo skateboard: potresti cadere, lo sai, ma è altrettanto vero che, con la giusta guida, potresti imparare a chiudere i trick più difficili.

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