Postazione Face Boarding all'aeroporto di Milano Linate
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Face Boarding all’aeroporto di Milano Linate: il riconoscimento facciale è realtà

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Da pochi giorni ha avuto inizio la fase sperimentale del sistema di riconoscimento facciale applicato all’imbarco dei passeggeri all’aeroporto di Milano Linate. Il progetto si chiama Face Boarding , è di SEA (Società per azioni Esercizi Aeroportuali), ed è possibile grazie alla collaborazione di ENAC e della Polizia di Stato e proseguirà fino al 31 dicembre.

Lo scalo è l’unico in Italia a usare questo tipo di tecnologia (come già avviene a Lione, Madrid, Londra, Amsterdam).

Ad oggi utilizzabile esclusivamente sui voli Alitalia della tratta Milano Linate–Roma Fiumicino.

Come funziona il Face Boarding

Potranno scegliere di accedervi i passeggeri che hanno già i requisiti per accedere al fast-track. Dunque i maggiorenni, muniti di carta d’imbarco e documento elettronico (passaporto o carta di identità elettronica rilasciata dopo il 1° gennaio 2017).

Scegliere, perché il Face Boarding infatti è un’opportunità, non un obbligo.

Il tutto è realizzato con postazioni multimediali, di fronte alle quali il passeggero dovrà sostare qualche secondo.

Tali postazioni che rilevano le caratteristiche del volto del viaggiatore e acquisiscono elettronicamente le informazioni contenute nel passaporto e carte di imbarco.

Affinché il procedimento vada a buon fine, è necessario effettuare la registrazione non oltre i 30 minuti che precedono l’orario di partenza del volo.

Face Boarding Step by step

Inizialmente, sulle postazioni che precedono i nastri di controllo bagagli, il passeggero sarà tenuto a leggere l’informativa sulla privacy e a dare consenso per il trattamento dei propri dati personali.

Successivamente dovrà registrare il proprio documento elettronico (accostandolo a un sensore) e associare a esso la carta di imbarco (scansionandola attraverso il lettore ottico).
Passerà dunque alla scansione biometrica del volto, per la quale è sufficiente lasciarsi inquadrare dalla telecamera della postazione.

Una volta passato il controllo bagagli, il passeggero si recherà al gate e qui nuovamente si farà inquadrare dalla telecamera di un altra postazione, che riconoscendolo darà il via libera all’imbarco.

Nel Face Boarding il viso è dunque il solo documento da esibire.

Tempo stimato: 10 minuti, secondo la SEA.

Imbarchi dunque più sicuri e rapidi, dove i tempi si accorciano, le code si riducono, così come si riduce lo stress e il malumore dei viaggiatori.

La nostra Privacy come viene tutelata

Ma cosa ne è dei dati raccolti durante questa esperienza e della nostra privacy?

Consultando l’informativa privacy fornita dalla società che gestisce lo scalo si può evidenziare che i Dati Personali del passeggero saranno così trattati:

  • Passaporto (o altro documento ICAO accettato) e dati in esso contenuti (nome, cognome, data di emissione e data di scadenza, fotografia): sono conservati, in forma crittografata, per un periodo che varia dalle 24 ore al 31 dicembre 2020 a seconda del consenso prestato;
  • Dati biometrici relativi alle caratteristiche del volto: le immagini relative al volto non saranno conservate, ma utilizzate per creare un modello biometrico; sono cancellati 24 ore dopo la raccolta, salvo che si acconsenta a conservare tali dati per tutta la durata del progetto pilota (quindi fino al 31 dicembre 2020), affinché sia possibile nuovamente effettuare le verifiche di sicurezza e le operazioni di imbarco tramite il sistema di riconoscimento facciale senza doversi sottoporre a una nuova registrazione;
  • Carta d’imbarco e dati in essa contenuti (data e numero del volo, compagnia aerea, nome e cognome): restano archiviati per un periodo limitato (al minimo per 24 ore e al massimo non oltre il 31 dicembre 2020, a seconda del consenso prestato dal passeggero), mentre i dati personali derivanti dalla carta di imbarco vengono automaticamente cancellati dopo 48 ore dalla partenza.

Al 31 dicembre 2020 tutti i dati ancora presenti saranno cancellati.

Dovute precisazioni

Inoltre viene precisato che:

  • il sistema non scatta fotografie e rileva temporaneamente solo i contorni biometrici del volto i quali sono utilizzati per il riconoscimento del passeggero;
  • il trattamento si basa sul consenso esplicito del passeggero (se si vuole, si può scegliere di rifiutare il riconoscimento ed essere sottoposto ai normali controlli);
  • i soli Dati Personali relativi alla carta di imbarco potranno essere condivisi con le competenti autorità giudiziarie e di polizia laddove tale condivisione sia necessaria per adempiere a un obbligo di legge.

Il mio dubbio è quando viene indicato che tali dati potranno essere resi accessibili a soggetti terzi allo scalo. In altre parole soggetti quali società, consulenti o professionisti cui SEA ricorre nell’erogazione dei propri servizi.

Ed in particolare il fornitore incaricato dello sviluppo e della gestione tecnica del sistema di identificazione tramite riconoscimento facciale.

In che modo questo soggetto terzo tutelerà i miei dati e ne impedirà una diffusione abusiva?

Founder del blog ConsapevolMente Connessi, Ingegnere Informatico appassionata di CyberSecurity approdata da qualche anno al Coaching. Un mix di competenze che sa farmi apprezzare le opportunità offerte dalla trasformazione digitale in cui viviamo, ben consapevole dei rischi insiti in essa. Perché la onlife è come un salto con lo skateboard: potresti cadere, lo sai, ma è altrettanto vero che, con la giusta guida, potresti imparare a chiudere i trick più difficili.

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