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Educazione Digitale

Dantedì: il viaggio di Dante nella onlife

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Dal 2019 il 25 marzo è diventato ufficialmente il “Dantedì“, la giornata dedicata a Dante Alighieri.

Il giorno in cui Dante, nel 1300, iniziò la sua discesa agli inferi “Nel mezzo del cammin di nostra vita”.

A rendere quest’anno l’evento ancor più speciale è che ricorrono i 700 anni dalla sua morte.

Una giornata di incontri, conferenze ed approfondimenti online per celebrare e raccontare la vita e le opere del Sommo Poeta fiorentino.

Celebreremo questa giornata proponendoti una fantasiosa proiezione di quella che potrebbe essere un’esperienza del padre della lingua italiana nell’era digitale.

In quella onlife (termine coniato nel 2013 da Luciano Floridi e contrazione di “online” e “life”) dove reale e virtuale si (con)fondono cancellando definitivamente la differenza fra “online” e “offline”.

Dove i tre regni dell’oltretomba percorsi da Dante durante l’equinozio di primavera del 1300 potrebbero ricalcare l’attuale tripartizione di Internet: Dark Web, Deep Web e Surface Web (quest’ultimo quello che siamo soliti navigare tutti i giorni).

Quel Dark Web dove avviene la compravendita di droga e armi, di materiale pedopornografico o di contenuti gore (violenze verso animali e/o persone) e di servizi su commissione (es. omicidi).

Quell’Inferno nei cerchi del quale Dante andrebbe a mettere i propagatori di fake news” (“falsari di parole”), gli haters (iracondi e accidiosi) e i cyberbulli (violenti).

Quel Surface Web che, come sappiamo, in realtà non coincide in toto con il Paradiso terrestre poiché palcoscenico di attività spesso non conformi alla legge (ad esempio l’utilizzo dei social media da parte dei terroristi per portare avanti la loro propaganda, la pubblicazione di tutorial per la realizzazione di beni illeciti come una bomba, il caricamento e la diffusione di materiale pedopornografico).

digital commedia lumsa

Ed è proprio nel Surface Web che porteremo oggi il nostro Dante.

Dandogli come guida un nativo digitale e fiorentino d’eccellenza, Pinocchio.

Pinocchio, nativo digitale al tempo della DAD

Siediti qui caro Pinocchio e raccontami. L’insegnante Grillo Parlante mi ha detto che non ti applichi abbastanza e che sei distratto.

Sappiamo che il Gatto e la Volpe durante la didattica a distanza creano disturbo e bullizzano alcuni di voi, e presto prenderemo provvedimenti.

Ma il tuo papà Geppetto ci ha anche detto che stai tutto il giorno su Twitch a seguire con Lucignolo le dirette streaming dei tuoi gamer preferiti e non esci più dalla stanza.

Preside Dante cosa vuole che le dica?

I miei soli amici in questa scuola sono la Fata Turchina e Disney, che in questo periodo non posso vedere se non tramite le videochiamate.

Anche loro, come me, sono vittime del Gatto e della Volpe.

Fata Turchina è una femmina e vive di selfie da pubblicare su Instagram.

Non fa altro che rifarsi il trucco e scegliere la foto migliore.

Come conseguenza per avere avuto il coraggio di affrontare il Gatto e la Volpe si è ritrovata nuda in un fotomontaggio, fatto circolare sul gruppo WhatsApp di classe. Il suo viso montato sul corpo nudo di un’altra usando un selfie che lei stessa ha pubblicato.

Quel narcisista di Disney, invece, pensa solo ad aggiustarsi il ciuffo per apparire più bello nei video di TikTok e passa le giornate a verificare il numero di follower o chi gli mette un like. Per poi andare in crisi se nessuno lo segue come vorrebbe.

E infine mio papà Geppetto. Passa tutto il giorno in conference call o al telefono.

Se lui non può quando lo cerco io, perché dovrei esserci io se mi cerca lui?

Il suo unico desiderio è avere un bambino che non gli crei problemi. Pensi che non sa nemmeno cosa sia Twitch!

Non vuole che passi il mio tempo su questa piattaforma solo perché uso la sua la carta di credito per supportare i miei eroi durante i giochi.

Caro Pinocchio capisco come ti senti: anch’io mi lasciavo distrarre. Ecco perché ti dico quello che disse a me il mio maestro Virgilio. Vien dietro a me, e lascia dir le genti: sta come torre ferma, che non crolla già mai la cima per soffiar di venti.

Cerchiamo insieme il modo migliore per vivere questa trasformazione digitale, ben consapevoli dei rischi a cui potremmo andare incontro. Ora collegati a Twitch e fammi vedere cosa sai fare.

Digital Commedia

Ti sei divertito? Se ti piace questo tipo di proiezioni nel futuro non ti resta che seguire insieme a noi un progetto molto interessante e ambizioso: Digital Commedia, del Dipartimento di Scienze umane dell’Università LUMSA.

Una rilettura contemporanea del poema dantesco attraverso la quale il Sommo Poeta, smarrito nella selva oscura della contemporaneità, intraprende un viaggio negli Inferi della società delle piattaforme digitali.

«La “Digital Commedia” è una rilettura contemporanea della “Divina Commedia”: Dante, questa volta, si ritrova smarrito in una selva oscura della contemporaneità e intraprende un viaggio negli Inferi della società delle piattaforme digitali. Il racconto della nuova “discesa” si articola tra web e profili social, in una narrazione che sfrutta le potenzialità transmediali della rete così come sfrutta la possibilità di usare mezzi e linguaggi diversi (parola scritta, immagini, video, suoni) per (e in) uno stesso testo»

Professore Paolo Sordi, docente del Dipartimento di Scienze Umane presso la Lumsa, nonché responsabile e curatore del progetto “Digital Commedia

Un Dante immerso nel web, iscritto ai social media, connesso a smartphone e tablet. Protagonista di 10 video e 10 racconti ispirati ad altrettanti Canti dell’Inferno, in cui incontrerà i personaggi che simboleggiano le contraddizioni (e i peccati) di una rivoluzione i cui effetti culturali, sociali ed economici sono in pieno svolgimento.

Non ci resta che regalarci il tempo per guardare gli episodi della Digital Commedia, in uscita sul sito ufficiale.

Founder del blog ConsapevolMente Connessi, Ingegnere Informatico appassionata di CyberSecurity approdata da qualche anno al Coaching. Un mix di competenze che sa farmi apprezzare le opportunità offerte dalla trasformazione digitale in cui viviamo, ben consapevole dei rischi insiti in essa. Perché la onlife è come un salto con lo skateboard: potresti cadere, lo sai, ma è altrettanto vero che, con la giusta guida, potresti imparare a chiudere i trick più difficili.

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