#cuoriconnessi libro
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#cuoriconnessi: il cyberbullismo raccontato dai ragazzi

Tempo di lettura - 7 minuti

#cuoriconnessi è prima di tutto un progetto di Responsabilità Sociale di Unieuro in collaborazione con la Polizia di stato.

Dalla sua nascita nel 2016, oltre 30.000 studenti hanno partecipato al tour nei teatri delle principali città italiane.

Mentre, dall’inizio della pandemia, attraverso il canale YouTube, la web tv “#cuoriconnessi” ha già superato le 500.000 visualizzazioni, a conferma del grande interesse per questi temi che toccano da vicino la vita reale dei nostri ragazzi.

Un progetto grazie al quale in molte scuole italiane sono decollati importanti progetti di prevenzione e di approfondimento in merito all’utilizzo della Rete e della tecnologia. 

«Se come titolo, per il progetto di prevenzione e per il libro, ho pensato al concetto di #cuoriconnesssi è perchè ho sempre creduto che esista veramente un filo tra chi scrive e chi legge. Le parole pesano, creano legami, hanno radici, muovono energia, rappresentano il nostro inestimabile patrimonio che spesso non sappiamo gestire»

Luca Paglieri – autore del libro #cuoriconnessi

#cuoriconnessi per il Safer Internet Day

Anche quest’anno, in occasione del Safer Internet Day il progetto #cuoriconnessi non si è fermato ed ha organizzato una diretta streaming, attraverso una piattaforma dedicata organizzata dalla Polizia di Stato, in cui incontrare i ragazzi del terzo anno delle scuole secondarie di primo grado e gli studenti della 1° e 2° classe delle scuole secondarie di secondo grado.

Un incontro che ha visto la partecipazione di oltre 3mila scuole di tutta Italia e 265mila studenti.

Tutti ragazzi che, connessi insieme ai loro insegnanti, hanno potuto riflettere, con gli esperti della Polizia Postale, sull’importanza di usare in modo consapevole il web e dei pericoli che corrono in Rete.

Durante l’incontro sono stati trasmessi due docufilm:

  • uno storia vera di Alessia, un’adolescente vittima di cyberbullismo (Video);
  • l’altro che narra la vicenda di cui è stata protagonista Sofia (Video 1) (Video 2).

Non è mancata la presentazione di un messaggio musicale ovvero l’ultima canzone “Sopra lo stesso Social” del poliziotto-rapper Sebastiano Vitale, in arte Revman.

#cuoriconnessi: il libro

In concomitanza con la diretta streaming è stata lanciata la distribuzione gratuita della seconda edizione del libro “#cuoriconnessi. Cyberbullismo, bullismo e storie di vite online. Tu da che parte stai?”.

La versione digitale è disponibile per il download sul sito ufficiale di #CuoriConnessi e 200.000 copie cartacee sono state distribuite ai punti vendita Unieuro per essere donate ai clienti.

«Questo libro è il risultato del nostro impegno assieme a Polizia di Stato contro il cyberbullismo. Un percorso cominciato quattro anni fa, con un tour che ha fatto il giro dei teatri di tutta Italia.

Abbiamo dato vita a #cuoriconnessi perché sentivamo il bisogno di farlo. Nei nostri negozi, ogni giorno vendiamo device connessi a internet (smartphone, tablet, PC). Per questo, abbiamo la responsabilità di promuovere un loro utilizzo corretto e responsabile da parte di tutti.

Raccontare queste storie ci ha permesso di realizzare una testimonianza concreta e duratura, dando ai ragazzi uno strumento in più per rompere il silenzio»

Dichiarazione di impegno di Unieuro

Luca Pagliari, autore del libro, lascia raccontare ai ragazzi il rapporto con la tecnologia e la Rete.

Chi vittima chi bullo, senza alcuna forma di giudizio. Sarà il lettore a valutarne i contenuti.

Il libro si apre con la storia di Camilla.

Le ombre del bullismo e del cyberbullismo avvolgono Camilla nel momento in cui deve indossare un busto ortopedico. A scuola lei non è più Camilla, ma “la gobba”.

#cuoriconnessi storia camilla

Io ero quel nome che mi avevano dato. Ogni volta che mi arriva un messaggio da parte loro sentivo un pezzo di me che si rompeva. Pezzo dopo pezzo mi stavo sgretolando. Mi sentivo un muro vecchio e abbandonato. Un muro di quelli di quelli sporchi con i graffiti sopra, perché tanto non importa a nessuno se quel muro si sporca. Tanto è brutto e inutile. Aveva proprio ragione il dottore che mi ha seguita durante il ricovero. Avrei proprio dovuto fare come diceva lui: «Ma chi vi caga!»

Camilla

La famiglia le è vicino ma tutti si sentono impotente, sino al giorno in cui prendono coraggio e insieme varcano la soglia della questura di Udine, dove ad accogliergli non ci sono solo degli agenti, ma dei padri e delle madri disposti ad ascoltarli e soprattutto ad aiutarli.

Cos’è la vita? Sembra un gioco e forse in un certo senso lo è: tu, pedina della scacchiera di fronte a due fondamentali scelte; quella di indietreggiare di un passo per paura di essere mangiati dall’avversario, o quella di andare avanti e guardare in faccia tutti seppur rischiando. Se fai la tua mossa indietro sai per certo che nessuno ti mangerà, ma perderai e non andrai mail lontano, non raggiungerai mai il tuo traguardo per timore. Se invece farai il tuo passo in avanti e continuerai a camminare guardando dritto, allora avrai vinto e avrai dato un senso alla tua partita.

Camilla

Le storie di Emma e di Mirco si specchiano l’una nell’altra. Un caso pesante di revenge porn dove una ragazza, per una perversa logica di giudizio, è ritenuta da molti più colpevole che vittima.

Molti inventano e la tua storia finisce col diventare altro, aggiungono particolari, traggono conclusioni, parlano di te passandoti sopra come se fossi il pavimento di un centro commerciale il sabato pomeriggio...

Girate sempre alla larga dalla frase più subdola che esista. L’ho sperimentato su di me: “per una volta”. Questa frase sembra essere figa e moderna, assomiglia un po’ a una forma di libertà, invece è una scusa del cavolo, un alibi che ci creiamo per commettere qualche stronza, ma statene certi che prima o poi il conto da pagare arriva.

Emma

Non poteva finire così la storia e allora metto a fuoco che io un’arma la possiedo ed è potentissima. Voglio vendicarmi e farle male. Le foto e i video che possiedo raccontano tutto di lei, tra l’altro mica li ho girati contro la sua volontà! Anzi, gli scatti e le immagini più interessanti arrivano direttamente dalla sua stanza. L’idea si rafforza e prende corpo, gli amici gettano benzina sul fuoco e arriviamo alla conclusione che dobbiamo infliggere questa punizione…

Non mi vergogno nell’ammettere che provai un gran senso di rivincita. Minchia, la sensazione era la stessa di quando in certi film sganciano i siluri dai sommergibili nucleari. E l’esplosione ci fu!

Mirco

Isa invece ha paura di confrontarsi con il mondo e i suoi coetanei, quelli che la prendono in giro per il suo aspetto fisico. Esistono solo la sua stanza, il web e poche altre cose.

Una paura che costruisce muri (Fear builds walls), come le farà notare provocatoriamente un suo coetaneo, Giacomo. Il solo ad essere riuscito a instaurare con lei un rapporto e a convincerla ad uscire da quella cella che si era costruita.

Distanziamento sociale a vita. In questo mondo nessuno a bisogno di nessuno…

Sapete di cosa avevo bisogno? Di un rifugio sicuro. Esatto. Un posto dove nessuno venisse a dirmi cosa avrei dovuto fare e quale obiettivo raggiungere, Un posto dove nessun ragazzo venisse a prendermi in giro per la mia quinta di seno; a scuola questo era un tormento.

In camera mia non esistono asticelle e nessuno mi viene a giudicare o commentare le mie tette troppo grandi. A me le gare non piacciono, preferisco rimanere all’interno del mio cerchio magico.

La solita storia dell’asticella, lì fuori come ti muovi c’è un’asticella da superare, mani da stringere, voci e sguardi da incrociare.

Isa

La storia di Due è quella di un ragazzo unico, in tutti i sensi. Due, che nel libro non svelerà mai il suo nome reale, è nato con un occhio grigio e un occhio blu.

Lui rappresenta la diversità, una facile preda per i cyberbulli, quelli che lui chiama Uno.

La cosa incredibile è che gli Uno, o cyberbulli, vivono nella costante necessità di mostrare al mondo le cazzate che combinano. Hanno il disperato bisogno di un palcoscenico sul quale esibirsi. Purtroppo le loro performance rappresentano il nulla, ma un codazzo di follower lo rimediano sempre. Sono quelli che hanno paura di finire nel libro nero dei bulli, quelli che non prendono mai posizione, quelli che ti salutano e poi come ti volti ti accoltellano in silenzio...

Gli Uno sono esseri non pensanti e fatico a immaginarli proiettati nel futuro. Io amo scrivere, uso la rete per conoscere nuovi artisti e far girare le mie canzoni e i miei testi, loro la rete non la usano ma ci finiscono dentro, si sentono pescatori e invece finiscono pescati.

Io non conosco l’odio, ho camminato sopra schegge di dolore appuntite come vetri, ma ho sempre camminato. Non avevo tempo per fermarmi a odiare gli altri, al massimo cercavo di rimanerne distante.

Due

Aalim e sua sorella Arina sono stati adottati da una famiglia italiana.

Aalim è un ragazzo difficile, prigioniero del proprio passato, “un lupo solitario”.

Sarà grazie all’aiuto di una professoressa che Aalim riuscirà a superare questa fase complessa della sua esistenza.

A scuola la lingua che parlavo meglio era quella del silenzio. La mia diffidenza molti la interpretarono come un segno di altezzosità, quasi volessi sempre rimarcare la mia diversità nei loro confronti. Quando nei vari gruppi di WhatsApp iniziarono a chiamarmi “mozzarella” a causa della mia carnagione chiara ne fui quasi contento. Mi avevano regalato il pretesto per rimanere distante. Da una parte, questo mi faceva soffrire e soffrire era la cosa che mi riusciva meglio nella vita sin da quando ero nato...

Mica la vedi la rabbia, la senti dentro, ti esplode nel petto all’improvviso e allora la scarichi sugli altri come fosse un fulmine.

Aalim

La settima storia è quella di Dex, adolescente che si ritrova a navigare nel torbido universo del dark web.

All’interno del gruppo, che è formato da soli adolescenti, risulta essere il migliore colui che riesce a scovare le immagini più crude. Per condividerle in una vera e propria chat degli orrori.

Sapete come si finisce nella merda? Risposta facile: con un click...

L’orrore è bravissimo a mescolarsi in mezzo a tutto, si mimetizza, confonde le idee, azzera le differenze tra il bene e il male. Oggi per me è facile parlare, ma l’unica cosa che posso dirvi con grande convinzione è di girare alla larga da quel tipo di palude schifosa.

Dex

Ed infine Andrea Villa, un giovane artista 2.0 che nella Rete ha trovato lo strumento attraverso il quale promuovere le sue opere, sempre provocatorie e mail volgari. Il Bansky italiano.

Che è anche un hacktivista che, agendo nell’anonimato totale, continua a lottare affinché la Rete possa ripulirsi da qualsiasi forma di violenza.

Siamo circondati da immagini di nudo, non ci facciamo neppure più caso, eppure se invece che una modella compare un’insegnante, se ne parla in tutto il pianeta; piuttosto strano, non trovi?

Andrea
#cuoriconnessi copertina libro

Un libro che si legge tutto di un fiato, piangendo e gioendo per questi ragazzi che, nonostante il dolore provocato a se stessi e agli altri, hanno avuto il coraggio di dare vita ai propri sogni.

Perché è vero, lo sviluppo tecnologico corre veloce e a noi e ai nostri ragazzi viene chiesto di tenere il passo.

Ma non sempre riusciamo a farlo.

Non sempre sappiamo cogliere le opportunità e, soprattutto, riconoscere le insidie delle tecnologie e della Rete.

Ma sicuramente contrastare il cyberbullismo, il body shaming, il sexting, il grooming, il revenge porn, la diffusione delle fake news e le numerose forme di distorsione della Rete è un dovere di tutti.

Così come informare e sensibilizzare i ragazzi ad un utilizzo più consapevole e corretto della tecnologia.

«La tecnologia ci ha messo di fronte a moderne tastiere, siamo tutti come Chopin quando sedeva al pianoforte. A noi e solo a noi spetta il compito di mettere in fila le parole cercando di comporre qualcosa di armonioso. Le parole, al pari delle note musicali, emanano vibrazioni e stati d’animo, separano o uniscono, deprimono o incoraggiano. Tutto sommato, in vita mia, come autore e giornalista, ho fatto solo questo; racimolare parole e restituirle agli altri, sperando che potessero suonare nel migliore dei modi.

È di ciò che essenzialmente si occupa #cuoriconnessi, aiutare i ragazzi (e non solo) a far vibrare le parole in modo corretto e a comprendere che, di fronte a quella tastiera, possiamo tutti regalare un sorriso all’umanità»

Luca Paglieri – autore del libro #cuoriconnessi

Founder del blog ConsapevolMente Connessi, Ingegnere Informatico appassionata di CyberSecurity approdata da qualche anno al Coaching. Un mix di competenze che sa farmi apprezzare le opportunità offerte dalla trasformazione digitale in cui viviamo, ben consapevole dei rischi insiti in essa. Perché la onlife è come un salto con lo skateboard: potresti cadere, lo sai, ma è altrettanto vero che, con la giusta guida, potresti imparare a chiudere i trick più difficili.

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