Il logo dello SPID come unica identità digitale
Educazione Digitale

Attestare la propria identità digitale

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Chi non conosceva l’identità digitale ha iniziato l’anno assistendo alla bufera di polemiche che ha investito la Ministra dell’Innovazione tecnologica, Paola Pisano, a fronte della sua fraintesa dichiarazione alla trasmissione Eta Beta di Radio 1.

Con l’identità digitale noi avremo una unica e sola user e password per accedere a tutti i servizi digitali della Pubblica Amministrazione.

(…) potrebbero essere utilizzate per accedere anche ai servizi del privato. Per esempio, il nostro conto in banca (…) o per comprare su Amazon.

Ogni volta che noi abbiamo una user e una password, questa user e password dovrebbe essere data dallo Stato, perché è lo Stato l’unico soggetto che ha davvero certezza che quello è quel cittadino. E lei lo sa quante truffe ci sono sull’identità su Internet.

Da qui lo scatenarsi sui social di critiche sulla privacy e la sicurezza, avendo semplificato quanto detto con l’ipotesi di una sola password e pure di Stato.

Sollevando ovvie perplessità sui rischi di una vera e propria sorveglianza di massa.

È stata la stessa Ministra ha chiarire immediatamente l’equivoco:

Vediamo di sgombrare il campo da ogni equivoco: l’identità digitale sarà rilasciata dallo Stato e servirà a identificare il cittadino in modo univoco verso lo Stato stesso.

In futuro, per aziende e cittadini che lo vorranno, POTREBBE essere ulteriore sistema di autenticazione

Sua intenzione era riferirsi al Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID) ed esplicitare la sola intenzione di affidarne la gestione direttamente allo Stato

Ma esattamente cosa è lo SPID?

Lo SPID è la soluzione che ci permette di accedere a tutti i servizi online della Pubblica Amministrazione italiana. Dallo scorso settembre 2019 ci consente anche l’accesso ai servizi resi disponibili dalle Pubblica Amministrazioni dei paesi dell’Unione Europea. È altresì possibile accedere ai servizi dei soggetti privati aderenti.

Il tutto con un’unica identità digitale utilizzabile da computer, tablet e smartphone.

Nata con l’obiettivo di “ridurre i tempi di attesa per l’ottenimento di servizi e informazioni”, nonché cercare di risolvere il problema criminale del furto d’identità.

In Italia ha la particolare caratteristica per cui ogni cittadino può possedere più identità SPID a sé intestate, cosa che la rende unica in Europa (dove normalmente le identità digitali sono uniche per ogni intestatario).

Dal 2015 ad oggi è già usato da 5 milioni di italiani.

I benefici di una identità digitale

Possiamo ad esempio:

  • gestire alcuni servizi dell’Inps, dell’INAIL, dell’Agenzia delle Entrate, del Miur;
  • pagare alcune tasse pubbliche come la Tasi o il bollo auto;
  • fare richiesta di alcune prestazioni sanitarie;
  • accedere online alla nostra cartella clinica in modo da permettere a medici in altri Stati membri di accedere alle informazioni cliniche.

All’identità digitale potranno essere associati degli attributi, ovvero delle informazioni aggiuntive, di due tipi: qualificati e non qualificati.

Gli attributi qualificati sono informazioni relative allo stato o alla qualità della persona, ad esempio patente valida, iscritto ad un ordine professionale e titolo di studio.

Gli attributi non qualificati invece sono delle informazioni opzionali come recapito telefonico, indirizzo email, curriculum o gruppo sanguigno. Questi potranno essere forniti dal cittadino stesso o da servizi di terze parti ai quali il cittadino ha prestato il proprio consenso.

In arrivo anche la App

È già stata pensata anche una app, IO, che permetterà di accedere a tutti i servizi pubblici direttamente dal proprio smartphone dopo essersi identificati con la propria identità digitale.

Inoltre, IO consentirà anche di accedere ai servizi relativi alla propria impresa grazie all’integrazione con impresa.italia.it, la piattaforma per gli imprenditori gestita da Infocamere.

In futuro, l’app potrebbe consentire l’accesso non solo a servizi pubblici, ma anche a quelli privati come home banking, prenotazione vacanze, e agli store di comune utilizzo.

Come richiedere le credenziali

Oggi ogni cittadino italiano, o dotato di permesso di soggiorno e residente in Italia, e maggiorenne può richiedere tali credenziali a uno dei soggetti abilitati, noti come Identity provider.

In futuro, e da qui la dichiarazione della Ministra e il suo emendamento, presentato alla Legge di Bilancio 2020, sembrerebbe che l’identità digitale verrà rilasciata insieme alla Carta d’Identità Elettronica (CIE), con un doppio risultato: aumentare il numero dei richiedenti e semplificare il procedimento esistente. Rilascio in carico alla Presidenza del Consiglio tramite la società PagoPA.

Gli Identity Provider forniscono diverse modalità di registrazione, gratuitamente o a pagamento, e i rispettivi SPID hanno diversi livelli di sicurezza:

  • Il primo livello permette di accedere ai servizi online attraverso un nome utente e una password scelti dall’utente.
  • Il secondo livello – necessario per servizi che richiedono un grado di sicurezza maggiore – permette l’accesso attraverso un nome utente e una password scelti dall’utente, più la generazione di un codice temporaneo di accesso (one time password).
  • Il terzo livello, previsto solo da chi richiede lo Spid con Aruba, oltre al nome utente e la password, richiede un supporto fisico (es. smart card) per l’identificazione.

Occorre dunque analizzare singolarmente i piani degli Identity Provider e vedere qual è il più affine alle proprie esigenze.

La registrazione consiste in 3 step:

  • Inserimento dei dati anagrafici;
  • Creazione delle credenziali SPID;
  • Riconoscimento di persona, tramite Carta d’Identità Elettronica (CIE), Carta Nazionale dei Servizi (CNS), Firma Digitale o tramite webcam.

e i tempi di rilascio dipendono dai singoli Identity Provider.

Altri strumenti simili

La Carta Nazionale dei Servizi (CNS), rilasciata dalle Camere di Commercio, è un ulteriore strumento informatico che consente l’identificazione certa dell’utente in rete, di firmare digitalmente documenti informatici (bilanci, fatture, contratti, ecc.) e, a differenza di una semplice Firma Digitale, di accedere anch’essa ai servizi in Rete della Pubblica Amministrazione.

Ma è la sempre maggiore presenza nella disponibilità dei cittadini della CIE che può creare concorrenza istituzionale a SPID.
CIE permette un livello di sicurezza tre, perché contiene i dati biometrici dell’utente, dunque ben più sicuro ma più scomodo di uno strumento debole quale è la password (spesso salvata negli appunti, sullo smartphone o sul computer).

SPID, CIE, CNS, Firma Digitale. Come dichiarato dallo stesso Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, è auspicabile arrivare presto ad un’unica “riassuntiva” identità digitale per tutti i cittadini.

Identità digitale le cui credenziali andrebbero fatte rientrare tra quei dati da gestire nel proprio testamento digitale.

In altre parole, un’Italia finalmente moderna e digitalizzata.

Founder del blog ConsapevolMente Connessi, Ingegnere Informatico appassionata di CyberSecurity approdata da qualche anno al Coaching. Un mix di competenze che sa farmi apprezzare le opportunità offerte dalla trasformazione digitale in cui viviamo, ben consapevole dei rischi insiti in essa. Perché la onlife è come un salto con lo skateboard: potresti cadere, lo sai, ma è altrettanto vero che, con la giusta guida, potresti imparare a chiudere i trick più difficili.

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